Ecosistema

A Pisa un parcheggio nell’antico fossato, a rischio la sopravvivenza dei tritoni crestati

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Legambiente, Lipu e Museo di Storia Naturale dell’Ateneo di Pisa: “Politiche urbanistiche poco lungimiranti, sito di incredibile valore ambientale da tutelare”. 

 

Redazione
14 gennaio 2026

tritonePISA – Un antico fossato nel centro di Pisa ospita un ecosistema fragile e prezioso diventato l’habitat del tritone crestato, un anfibio protetto a livello europeo. Scoperta nel 2022, la piccola colonia è da allora oggetto di monitoraggio da parte di Legambiente e del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. Diverse sono però le minacce alla sopravvivenza di questa comunità anfibia, non ultima il progetto di un parcheggio che dovrebbe essere realizzato proprio qui. Legambiente, Lipu e Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa si sono mobilitati per salvare questi esemplari. Di seguito il loro comunicato.

A seguito dell’audizione in Comune di Pisa del dottor Marco Zuffi, erpetologo del Museo di Storia Naturale – Università di Pisa, avvenuta ieri mattina (12 gennaio 2026) e delle notizie che si stanno susseguendo in questi giorni sull’ipotesi di creazione di un parcheggio nel fossato del Giardino Scotto, il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa a Calci, Legambiente Pisa e LIPU Pisa ci tengono a riportare nel dibattito in atto l’eccezionale situazione naturalistica dell’area.

Il fossato del Giardino Scotto, infatti, rappresenta un interessante caso di unione tra uomo e natura ma non è esente da criticità, soprattutto per quanto riguarda la popolazione di tritone crestato italiano (Triturus carnifex) ivi presente (anfibio rustico con poche, ma fondamentali, esigenze) che è stata oggetto di studio in questi ultimi anni.

Dai monitoraggi che si sono susseguiti a partire dal 2022 è emerso che il fattore di rischio principale per la popolazione di tritoni del Giardino Scotto è rappresentato da un idro periodo troppo breve. Al netto del primo campionamento, infatti, tutti gli individui presenti erano adulti di diversi anni di età e mancavano completamente all’appello i giovani. Questo, unito a quanto osservato durante la stagione riproduttiva del 2022, lascia intendere che di regola l’acqua permane nel sito per un tempo insufficiente al completamento del ciclo larvale, comportando la perdita di generazioni intere, e questa dinamica può portare all’estinzione della popolazione nel lungo termine (gli adulti, anche se longevi, non sono immortali…). Fortunatamente gli anni 2024 e 2025 si sono rivelati particolarmente piovosi, permettendo di tamponare momentaneamente questo problema.

Un altro fattore critico è rappresentato dall’assenza di rifugi terrestri naturali. Al momento i tritoni, durante la fase terrestre, si proteggono dalle condizioni avverse penetrando all’interno delle strutture in laterizio del ponte e della fortezza attraverso fessure e gallerie aperte dall’erosione della malta cementizia.

Questi rifugi risultano perfetti per questi animali, ma nel momento in cui dovessero essere previste opere di ripristino e manutenzione delle architetture sarebbe necessario creare dei rifugi artificiali nell’area, oltre ovviamente a una pianificazione delle tempistiche di cantiere che tengano conto del ciclo vitale dei tritoni, necessariamente con la consulenza di un esperto, onde evitare che vengano murati vivi.

Un’ultima criticità del sito non riguarda strettamente gli aspetti ecologici quanto aspetti legati al rischio sanitario, anche per noi umani. L’area del fossato, infatti, è ormai da anni interessata dall’affioramento di acque reflue nere, probabilmente provenienti da una fossa Imhoff non regolarmente svuotata. Inoltre l’area viene assiduamente frequentata da persone che abbandonano rifiuti di varia natura, tra cui molto spesso anche siringhe.

Anche risolvendo queste criticità resta il fatto che l’area umida sotto al ponte della Fortezza non rappresenta solo un sito riproduttivo per una specie protetta, tutelata ai sensi della Direttiva Habitat (92/43/CEE), Appendici II e IV) e della Convenzione di Berna, Appendice II, ma è uno spaccato di natura all’interno della città, una testimonianza non solo storica, ma anche ecologica di quello che Pisa era un tempo, qualcosa che solitamente può essere osservato solo lontano dalla comodità cittadina, un’occasione di conservazione, di didattica e divulgazione, nonché un vanto per la città.

In questi anni, da quando la comunità anfibia è stata indagata e approfondita meglio, sono state portate avanti molte attività con la cittadinanza grazie al coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e del Comune di Pisa. In particolare pulizie dai rifiuti per garantire il decoro dell’area e aumentarne la fruibilità non soltanto per i proprietari dei cani (l’area del fossato è a ora un’area sgambatura cani), ma anche per famiglie e bambini che volessero avvicinarsi all’area umida per osservarla meglio; momenti di educazione ambientale e passeggiate ecologiche per far conoscere il sito e l’incredibile valore ambientale dell’area e, infine, l’apposizione di un cartello informativo e divulgativo sui tritoni, in collaborazione con il Comune di Pisa, in prossimità della scala metallica che porta al fossato.

Per garantire la sopravvivenza degli animali sarebbe necessario non impermeabilizzare in alcun modo l’area e non canalizzare altrove l’acqua piovana che tiene alta la falda nel periodo invernale-primaverile (periodo sensibile alla riproduzione degli adulti e crescita delle larve di tritone crestato). Inoltre occorrerebbe creare dei sistemi tampone (es. rain garden), capaci di fitodepurare le acque e di immetterle all’interno del fossato; così come inserire dei corri-mano di legno che impediscano ai mezzi cingolati di passare in mezzo all’area umida sotto al ponte. Infine risulterà importante regolare il deflusso delle acque così da mantenerle per tutto il periodo utile al ciclo di vita sensibile dei tritoni, procedendo anche con la manutenzione e messa in regola degli scarichi di acque reflue che sgorgano regolarmente in superficie nell’area del fossato.

Il Giardino Scotto (foto Legambiente Pisa)
Il Giardino Scotto (foto Legambiente Pisa)

 

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