Una rete di sensori intelligenti alimentati da pannelli fotovoltaici permette la sorveglianza continua della fauna selvatica a fini di tutela ambientale.
Redazione
11 novembre 2025
PISA – Cinghiali, daini e lupi della pineta di San Rossore monitorati in tempo reale grazie all’intelligenza artificiale. Un esperimento all’avanguardia è in corso dal 2024 nel Parco di San Rossore. Una rete di sensori intelligenti, alimentati da pannelli fotovoltaici e dotati di acceleratori hardware, permette la sorveglianza continua della fauna nella pineta.
Questi dispositivi, capaci di operare in autonomia, costituiscono un “cloud continuum” che permette di classificare in tempo reale gli animali ripresi dalle telecamere tramite l’uso dell’intelligenza artificiale.
Potrebbe essere una nuova era nella gestione della fauna selvatica quella resa possibile dal progetto WatchEDGE, di cui l’Università di Pisa è partner. Finanziato dal programma Restart del PNRR e coordinato dal Politecnico di Milano, il progetto coinvolge anche le Università di Milano e Catania, il consorzio CNIT e le aziende Italtel, Sensor-ID e Nextworks.
Il sistema consente di monitorare gli animali selvatici come cinghiali, daini e lupi, sapere quanti sono e dove si muovono allo scopo di gestire l’equilibrio ecologico, prevenire la diffusione di malattie tra il bestiame e ridurre i rischi di contatto con l’uomo o di danni ambientali dovuti al sovrannumero di alcune specie.
“In passato gli operatori dovevano recuperare manualmente le immagini registrate dalle videotrappole per analizzarle successivamente – spiega Stefano Giordano, docente di Telecomunicazioni all’Università di Pisa – Oggi, grazie alla nuova rete, le immagini vengono elaborate direttamente sul campo e solo i dati relativi agli avvistamenti sono inviati ai database centrali”.
Oltre al sistema installato a San Rossore i partner del progetto hanno sperimentato altre tecnologie all’avanguardia: radar per l’analisi di velocità e movimenti della fauna, sistemi di intelligenza artificiale per la classificazione automatica, droni equipaggiati con telecamere multispettrali e termiche per lo studio della vegetazione e strumenti di orchestrazione delle risorse di rete e dei database. Tutto questo è reso possibile da un’infrastruttura di rete 5G e satellitare che assicura connettività stabile anche nelle aree più remote.



















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