Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

A volte la tecnica aiuta: ecco l’e-bike giapponese che fa 1.000 km con una sola ricarica

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Al di là dei risvolti commerciali la notizia conferma che alcune innovazioni tecnologiche sono in grado di cambiare le carte sul tavolo della sostenibilità. 

 

di Sandro Angiolini
8 febbraio 2026

Oggi la sfida mondiale per chi primeggia nell’innovazione tecnologica è indubbiamente tra Stati Uniti e Cina. Ma fino a un decennio fa circa era tra Stati Uniti e Giappone (dopo venivamo di solito noi e la Germania). La notizia che ho scelto questa settimana ci ricorda che il paese del Sol Levante è ancora in grado di stupirci.

Grazie a un rivoluzionario sistema di recupero d’energia durante frenate e discese l’azienda Taiyo Yuden ha infatti presentato pochi giorni fa un sistema (“Feremo”) per alimentare una bici elettrica con un’autonomia eccezionale: 1.000 km (e non è un errore di battitura). I modelli offerti di bici saranno diversi, interessando sia i segmenti city che mountain-bike. Il vero interrogativo è: giungerà mai in Italia? Probabilmente sì, visto che il nuovo sistema è proposto anche come soluzione disponibile a tutti i produttori di e-bike, che potrebbero decidere di adottarlo.

Ma al di là degli sviluppi commerciali, la notizia secondo me è importante perché conferma che alcune innovazioni tecnologiche sono in grado di cambiare le carte sul tavolo della Sostenibilità, sotto tanti aspetti. In questo caso, specialmente per chi abita in città, la nuova bici elettrica rappresenterà una valida alternativa ai mezzi di trasporto alimentati da carburanti fossili. E così sta succedendo per altre innovazioni: pannelli solari più efficienti nel trasformare la radiazione in energia, nuovi materiali isolanti per il risparmio energetico delle nostre case, etc.
Sono novità che ci danno un po’ di speranza in un contesto globale caratterizzato da gravissimi problemi, non solo ambientali.

L’altra notizia a cui è d’obbligo dedicare attenzione in questa settimana è l’apertura delle Olimpiadi invernali in Italia. Benissimo ospitare manifestazioni dove rappresentanti di tante nazioni diverse si confrontano ispirandosi anche a nobili ideali. Un po’ meno confortante, purtroppo, il sapere (come è emerso da un dibattito che ho seguito) che le popolazioni locali non sono state adeguatamente coinvolte nella loro preparazione, e soprattutto nel disegno dei nuovi impianti sportivi.

Forse qualcuno di voi si ricorda che, qualche settimana fa, avevo dedicato questo blog al problema delle molte stazioni sciistiche che in Europa hanno già chiuso o stanno chiudendo per mancanza di neve a causa del caldo che avanza inesorabile. Fare in modo che, nel caso qualcosa andasse poi male, gli impianti e le attrezzature dismesse vengano smaltite e i materiali recuperati mi sembra il minimo (ma noi in Italia non abbiamo ancora una legge in merito…).

OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
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