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Abbattimento dei pini in piazza d’Armi, diffida al Comune di Siena da 72 cittadini e 11 associazioni

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Foto di Donatella Mercatelli

“La scelta di abbattere degli alberi, per di più perfettamente sani, non è reversibile ed è compensabile in termini di benefici persi solo dopo diverse decine di anni”.

 

8 dicembre 2025

SIENA – Una richiesta urgente di sospensione dell’abbattimento dei grandi pini di Piazza D’Armi. L’hanno inviata nei giorni scorsi al Comune di Siena 11 associazioni e 72 cittadini, chiedendo il coinvolgimento di comitati e residenti e una verifica dell’effettivo stato di salute degli alberi prima di procedere ai tagli previsti.

Con la presente e in riferimento alla normativa in oggetto, le scriventi Associazioni richiedono formale incontro con l’Amministrazione Comunale relativamente al progetto di “Interventi di riqualificazione e miglioramento del verde pubblico” di cui alla DGC n.317 del 25/08/2025.

Si ricorda infatti all’Amministrazione, e agli altri Enti che leggono per conoscenza, l’abbattimento degli alberi ad alto fusto che l’amministrazione ha previsto per “riqualificare” Piazza D’Armi, si profila come un intervento a carattere ambientale che incide non solo sulla vivibilità della città ma sulla qualità dell’aria e sulla temperatura dell’area in oggetto.
A questo proposito si fa presente quanto segue:

  • l’art.6 L.108/2001 garantisce la partecipazione dei cittadini alle scelte effettuate dalle P.A. aventi a oggetto materie ambientali.
  • l’art.9, comma 1, della 241/90 recita “Qualunque soggetto portatore di interessi (..) nonchè i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati da cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento”.
  • Inoltre, per assolvere al dettato legislativo, la norma prevede tempi e modi adeguati al fine di determinare una reale partecipazione del pubblico (D.Lgs. 195 del 2005 e L.108 del 2001);

Pertanto si chiede formalmente che l’Amministrazione Comunale prima di procedere al taglio dei pini di Piazza D’Armi si faccia carico di organizzare un incontro con le associazioni, i comitati e i residenti dell’area in oggetto, che sottoscrivono la presente missiva e sono portatori di interessi legittimi e diffusi, nonché proceda ad informare la cittadinanza e a consentire una reale partecipazione alle scelte in materia ambientale sul territorio comunale.

Si richiede al Sindaco se la determina in oggetto sia coerente e conciliabile con il Regolamento del Verde (di seguito RdV) approvato da codesta Amministrazione comunale lo scorso maggio (Proposta di deliberazione del Consiglio comunale n. 23 del 20/05/2025) e pubblicizzato come step fondamentale in un percorso virtuoso verso la sostenibilità ambientale del Comune che prevedeva la massima partecipazione attiva delle varie componenti della società cittadina (cittadini singoli o associati) Art.1 RdV.

Inoltre si evidenzia come sia stato disatteso il Protocollo d’Intesa firmato con Italia Nostra il 17 marzo 2025  ove si legge all’articolo 3.6 la necessità di effettuare “monitoraggi delle attività e degli appalti, con verifica della conformità alle autorizzazioni e una politica di prevenzione e controllo alla quale possano contribuire cittadinanza e associazioni; all’art.3.7 si raccomanda l’adozione dei più moderni criteri di ingegneria naturalistica, evitando interventi invasivi sulla vegetazionee all’art. 4.1 “si stabilisce un controllo coordinato e collaborativo sugli interventi in aree pubbliche, con informazione preventiva e condivisione degli interventi di abbattimento, espianto, messa in sicurezza e manutenzione

Quanto sopra è particolarmente rilevante in virtù di tutte le review “evidence based” presentate e raccomandate dall’OMS in merito all’impatto sulla salute dovuto alla ridotta presenza degli spazi verdi nelle aree urbane, le cui risultanze sono riportate nel progetto “Urban Green Spaces and Health”.
Secondo tali Linee guida “gli spazi verdi con alberature costituiscono una caratteristica necessaria di insediamenti urbani sani”:

  1. I benefici ecosistemici degli spazi verdi possono essere massimizzati attraverso un’adeguata pianificazione e valutazione.
  2. Le autorità locali sono responsabili della protezione e del mantenimento degli spazi verdi urbani esistenti.

In particolare sono stati studiati gli effetti delle grandi alberature (alberi adulti) sulle Isole di Calore Urbano, un fenomeno che colpisce comunemente le aree urbane, con un impatto importante sulla salute pubblica in particolare per quanto riguarda le patologie sia respiratorie che cardiocircolatorie; si ricorda che in Italia solo nel 2025 i morti per il calore urbano sono stati 4500. Numerosi studi di tale review dichiarano chiaramente che le amministrazioni pubbliche hanno bisogno di strategie efficienti per mitigare l’impatto delle Isole di Calore Urbano sul benessere umano e sulla salute pubblica.

In particolare vogliamo portare alla VS attenzione uno studio dell’Università di Pisa pubblicato su Atmosphere n.15/2024: obiettivo di questo studio era definire un metodo replicabile per stimare i servizi ecosistemici forniti dagli alberi delle strade pubbliche come strumento di supporto nel processo decisionale di gestione del verde urbano da parte delle Amministrazioni locali. I risultati hanno confermato l’importanza della vegetazione urbana, nello specifico i grandi alberi rispetto alle nuove piantumazioni, in quanto hanno un impatto importante sul sequestro e lo stoccaggio del carbonio, sulla rimozione dell’inquinamento, sull’umidità e sulla qualità dell’aria e sull’ombra, dati dalle alberature più grandi e dalle dimensioni della chioma. La perdita di servizi ecosistemici rispetto alla presenza di grandi alberi variava tra il 40% e il 50% (nessun albero) e il 30% e il 40% (piccoli alberi), quindi un differenziale enorme e significativamente impattante.

Si ricorda altresì che anche il professor Francesco Ferrini, ordinario di Arboricoltura all’Università di Firenze, ha stabilito più volte l’importanza delle latifoglie sempreverdi e delle conifere, tra cui il Pino, per la qualità dell’aria urbana, elencandone i vari benefici e considerazioni per una pianificazione attenta (novembre 2024).

Inoltre anche gli ultimi dati pubblicati dal CNR in merito alla capacità degli alberi adulti ad alto fusto di catturare le polveri sottili, alla capacità anti inquinanti gassosi e di sequestro della CO2, rilevano come un Pino domestico di 70 anni ogni anno rimuova dall’atmosfera 21 gr di PM 2,5 ovvero composti tossici (metalli pesanti, diossine furani e composti dioxin-like), 36 gr di anidride solforosa, oltre a essere ai primi posti per sequestro della CO2.

Tale mitigazione e protezione della qualità dell’aria è di primaria importanza: anche il Piano Regionale della qualità dell’aria sottolinea l’assoluta rilevanza degli alberi adulti, rispetto alle nuove piantumazioni, nel sequestrare i contaminanti ambientali.

Quindi prima di procedere al taglio immotivato di esemplari adulti di alberi sani che offrono alla cittadinanza i suddetti servizi ecosistemici, risulta necessario anche ai sensi del RdV recentemente approvato che siano date motivazioni adeguate ai sensi di legge che rendano tale taglio necessario e non convertibile nelle alternative che, oggi, le tecniche di ingegneria naturalistica e di manutenzione stradale rendono semplice e facile da attuare e anche di minore dispendiosità.

Riteniamo pertanto che procedere al taglio dei pini previsto nella determina non solo configurerebbe un danno per la popolazione residente in merito all’innalzamento del microclima urbano, al depauperamento delle zone d’ombra, al peggioramento della qualità dell’aria, ma si può configurare il danno erariale di optare per una scelta maggiormente onerosa in termini di lavori pubblici (le spese per il taglio, per la piantumazione delle nuove essenze arboree vs i lavori di rimozione dei noduli superficiali e ripianamento con inerti e terreno adatto); si allega a tal proposito un documento su come gestire il problema dell’innalzamento dell’asfalto dovuto alle radici dei pini.

La scelta di abbattere degli alberi, per di più perfettamente sani, NON è reversibile ed è compensabile in termini di benefici persi solo dopo diverse decine di anni.

Riteniamo la protezione di questo bene collettivo una responsabilità verso la cittadinanza tutta e, in caso di mancato riscontro della suddetta istanza, sarà nostra cura adire le vie legali inclusa la richiesta di risarcimento per qualsivoglia eventuale pregiudizio sofferto dalla comunità interessata scaturente dall’inerzia o mala gestio relativamente a quanto lamentato nella presente.

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