Anche l’Ateneo ha presentato ricorso al Tar contro la Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) del ministero dell’Ambiente che autorizza la nuova pista.
Redazione
19 gennaio 2026
FIRENZE – Dopo che a dicembre i Comuni di Calenzano, Campi Bisenzio, Carmignano, Poggio a Caiano e Sesto Fiorentino si erano dichiarati pronti a impugnare di fronte alla giustizia amministrativa il decreto di VIA del ministero dell’Ambiente che autorizza la costruzione della nuova pista dell’aeroporto di Firenze attraverso tre distinti ricorsi, nei giorni scorsi anche l’Ateneo di Firenze ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la stessa VIA aggiungendosi ai Comuni della Piana, alla Provincia di Prato e a 14 associazioni ambientaliste, per un totale di 10 ricorsi.
“Con la costruzione della nuova pista dell’aeroporto di Peretola possono essere a rischio attività didattiche e di ricerca nel Polo scientifico universitario di Sesto Fiorentino — ha detto la rettrice Alessandra Petrucci a margine di un evento — perché si trovano in quel sito attrezzature anche molto delicate. La nostra non è una presa di posizione di tipo polemico ma chiedo che si tenga conto anche di valutazioni che sono state fatte in maniera scientifica”.
Il presidente della Regione Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro vedono sostanzialmente questo ricorso come una “difesa di interessi particolari” mentre per Flc Cgil e Cgil “le preoccupazioni sollevate dall’Ateneo sono, oltreché legittime, anche frutto di valutazioni tecniche approfondite, già da tempo poste all’attenzione del dibattito pubblico”.
In una nota congiunta alcuni comitati e le realtà firmatarie affermano che il governatore “dovrebbe scusarsi nei confronti di ricorrenti, associazioni, amministrazioni pubbliche e Università per le parole di delegittimazione”. Le associazioni contestano l’idea secondo cui la nuova pista rappresenterebbe un interesse generale contrapposto a quello di altre comunità locali coinvolte.
Nella nota viene poi definito “incoerente” il ragionamento che attribuirebbe automaticamente carattere di interesse generale al progetto di Toscana Aeroporti, società controllata da una multinazionale, negando lo stesso diritto a enti locali e comunità che ricorrono al Tar per tutelare i propri territori.


















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