Il marchio consentirà di identificare i prodotti e i servizi offerti dalle fattorie sociali toscane garantendo trasparenza e qualità.
Redazione
13 agosto 2025
All’inizio di quest’anno anno la Giunta regionale toscana ha approvato il regolamento di attuazione della legge regionale 20/2023 che detta disposizioni in materia di agricoltura sociale in Toscana.
Per agricoltura sociale si intende un insieme di attività esercitate dagli imprenditori agricoli e dalle cooperative sociali come: inserimento di lavoratori con disabilità, svantaggiati e minori; azioni per sviluppare abilità e capacità utili per l‘inclusione sociale; prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative; progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità nonché alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche.
Adesso la Regione Toscana ha reso noto che gli operatori di agricoltura sociale, iscritti all’albo regionale, si avvarranno di un segno distintivo che recherà la dicitura Fattoria sociale – Regione Toscana. Lo dispone una delibera regionale presentata dalla vicepresidente e assessora all’Agricoltura Stefania Saccardi che attua una disposizione della legge regionale 20/2023.
Il marchio consentirà ai consumatori di identificare facilmente i prodotti e i servizi offerti da queste imprese garantendo trasparenza e qualità. L’adozione del segno distintivo rappresenta un ulteriore passo avanti per rafforzare questa sinergia e dare maggiore visibilità agli operatori del settore.
“E’ un settore a cui guardiamo con molta attenzione perché riguarda l’inclusione sociale di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati – ha detto Stefania Saccardi – ma anche di rifugiati e migranti, di soggetti affidati in prova ai servizi sociali, di soggetti condannati alla pena di lavoro di pubblica utilità e di minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione e sostegno sociale, compresi i giovani né occupati né inseriti in un percorso di istruzione o formazione, i cosiddetti Neet”.


















Aggiungi un commento