Rinnovabili

Agrivoltaico a Mortaiolo, sotto esame la catena societaria dietro il progetto

Ricostruzione artificiale di una campagna di Collesalvetti a scopo illustrativo.
Ricostruzione artificiale di una campagna di Collesalvetti a scopo illustrativo.

Alcuni documenti ricondurrebbero l’operazione al gruppo israeliano Shikun & Binui. Si apre il tema delle verifiche sui grandi progetti energetici.

 

di Marcello Bartoli
2 settembre 2026

COLLESALVETTI (Li) – Un nuovo progetto agrivoltaico previsto in Toscana risulterebbe collegato alla multinazionale israeliana Shikun & Binui. Si tratta dell’impianto da circa 20 megawatt progettato in località Mortaiolo, nel Comune di Collesalvetti, che si aggiunge ad altri interventi individuati in Toscana, tra cui quelli di Ribolla, Podere Cavazza, La Merlina e Lavaiano. A renderlo noto sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Luca Rossi Romanelli e Irene Galletti che l’hanno scoperto tramite i loro uffici.

Nei documenti ufficiali regionali, informano i due consiglieri, il progetto di Mortaiolo risulta formalmente presentato dalla società Spv Energy 2 Srl. La riconducibilità dell’operazione a Shikun & Binui emergerebbe però dalle comunicazioni della stessa Shikun & Binui Energy che ha annunciato l’acquisizione di progetti agrivoltaici a Collesalvetti e Ribolla.

L’acquisizione del progetto di Collesalvetti compare inoltre tra le operazioni concluse nel 2024 dalla società internazionale di consulenza finanziaria Global Capital Finance. La vicenda assume un rilievo particolare anche alla luce delle attività internazionali del gruppo israeliano. Shikun & Binui è stata infatti inserita dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani tra le società coinvolte in attività economiche connesse agli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.

Il caso di Mortaiolo riporta così al centro dell’attenzione il tema della trasparenza delle grandi operazioni energetiche. Dietro società italiane costituite specificamente per sviluppare singoli impianti possono infatti trovarsi gruppi multinazionali e controllanti estere non immediatamente individuabili dalla denominazione del soggetto che presenta il progetto.

Da qui emerge l’esigenza di introdurre verifiche sistematiche sulla titolarità effettiva e sull’intera catena di controllo delle società impegnate nei progetti energetici di rilevanza regionale. Un controllo che diventerebbe particolarmente importante quando le società controllanti risultano oggetto di segnalazioni o valutazioni da parte di organismi internazionali.

Si è aperto dunque da qualche tempo lo scottante tema delle verifiche sui titolari effettivi dei grandi progetti energetici. Rinnovabili sì ma non a qualsiasi prezzo in termini di responsabilità sociale e ambientale.