Ecosistema

All’Elba troppe luci dove nasceranno le tartarughine. Legambiente: “Spegnetele, le disorientano”

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Tre nidi dell’isola sono prossimi alla schiusa. Molti operatori hanno aderito all’appello di Legambiente. Con qualche (importante) eccezione.

 

di Gabriella Congedo
6 settembre 2025

ISOLA D’ELBA (Li) – L’inquinamento luminoso è uno dei peggiori nemici delle tartarughe marine e all’Isola d’Elba ne sanno qualcosa. Quest’estate, per esempio, due tentativi di nidificazione sono falliti per colpa dei flash importuni dei curiosi che hanno disturbato l’animale in un momento delicatissimo costringendolo a rientrare in mare (leggi qui l’articolo). E chissà se i fanatici cacciatori di selfie si sono resi conto del danno che hanno provocato.

In questi giorni all’Elba è prevista la schiusa di tre nidi in date molto ravvicinate. La principale preoccupazione di Legambiente Arcipelago Toscano – che nell’ambito del progetto europeo LIFE Turtlenest gestisce la sorveglianza dei nidi h 24 – è convincere soggetti pubblici e privati a spegnere, almeno in questi giorni cruciali, le luci che illuminano a giorno le spiagge. L’illuminazione violenta disorienta le tartarughine appena nate che anziché dirigersi verso il mare, come natura comanda, ritornano sulla spiaggia con esiti spesso fatali per queste piccole creature.

Dei tre nidi elbani il primo ad aprirsi dovrebbe essere quello di Procchio, dove i volontari hanno predisposto la “pista di ammaraggio” che proteggerà il cammino delle tartarughine verso il mare. Qui l’appello di Legambiente a spegnere le luci nel periodo della schiusa ha ricevuto diverse adesioni: il Comune di Marciana Marina ha provveduto a oscurare i lampioni sulla strada e anche l’Associazione Sportiva Dilettantistica Nautica La Guardiola e i Bagni Paola spegneranno le luci durante la notte.

Tutto bene allora? Non esattamente. Una nota stonata c’è. Un grande e bellissimo albergo sul lato occidentale della spiaggia, si apprende da Legambiente, ha deciso di non spegnere le potenti luci che illuminano a giorno l’arenile. La motivazione sarebbe che le luci in questione sono lontane e non possono disturbare le piccole tartarughe. In realtà è già successo in altre spiagge elbane, anche con luci abbastanza distanti dal nido.

«Ringraziamo il circolo nautico La Guardiola e i Bagni Paola per la sensibilità e la disponibilità dimostrate, è così che si aiutano le tartarughe, il mare e l’ambiente – ha commentato Isa Tonso, responsabile del progetto tartarughe marine di Legambiente e Parco Nazionale Arcipelago Toscano e referente del LIFE TurtleNest per l’Elba – Peccato che, nonostante il nido di Procchio stia suscitando un grande interesse tra i turisti italiani e stranieri, altri operatori turistici non lo capiscano».

Intanto Legambiente Arcipelago Toscano sta cercando volontari per coprire i turni diurni e notturni anche al nido di Sant’Andrea, dove ieri i tartawatchers del Cigno Verde hanno preparato il “corridoio di ammaraggio” per consentire alle tartarughine di raggiungere il mare con il minor disturbo possibile. Anche a Sant’Andrea i problemi di inquinamento luminoso non mancano e i volontari sperano che pubblico e privati mostrino la stessa sensibilità dimostrata dagli operatori di Procchio.

Informazioni: tartarughe@legambientearcipelagotoscano.com – Isa: 340 7113722

Procchio, la "pista di ammaraggio" allestita da volontari e volontarie di Legambiente (foto Legambiente Arcipelago Toscano)
Procchio, la “pista di ammaraggio” allestita da volontari e volontarie di Legambiente (foto Legambiente Arcipelago Toscano)

 

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