Mondo Bio

Altragricoltura Bio incontra l’assessore regionale all’Agricoltura Stefania Saccardi

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Tra i temi affrontati: priorità alle piccole aziende bio, sostegno ai mercati contadini biologici e programmazione condivisa dal basso dei fondi per lo sviluppo rurale.

 

di Mario Apicella

Si è svolto nel pomeriggio del 4 febbraio 2021, nella sede dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Toscana, un cordiale e costruttivo incontro in presenza tra l’assessore e vicepresidente della Giunta Stefania Saccardi, i dirigenti Roberto Scalacci e Antonino Mario Melara e una delegazione di Altragricoltura Bio composta dal presidente Maurizio Mazzariol e dal sottoscritto Mario Apicella.

In apertura, ben distanziati su un grande tavolo, Maurizio Mazzariol ha riassunto il percorso politico e sindacale svolto in questi anni da Altragricoltura Bio a livello nazionale, in affiancamento alla Confederazione Italiana Liberi Agricoltori che tra i suoi 60.000 fascicoli aziendali ne gestisce 14.000 di aziende certificate Bio e con uno specifico protocollo d’intesa con l’Associazione Consumatori e Utenti, partecipando ai tavoli nazionali del Biologico e delle sementi ed essendo presenti anche in Regione all’interno del Comitato di sorveglianza del Piano di Sviluppo rurale ancora in vigore.

Questo è un momento drammatico anche per le piccole aziende biologiche che, ha ricordato Maurizio Mazzariol, non sono solo impegnate nella produzione di cibo ma sostengono attivamente il presidio dei nostri territori di collina e di montagna, producendo servizi di aggregazione sociale attraverso esperienze, valori, conoscenze, attenzione per il territorio che si stanno manifestando attraverso la costituzione dei distretti biologici, il rapporto con qualificate aziende della ristorazione scolastica, l’interazione con gli enti di ricerca, la gestione dei gruppi d’acquisto e la presenza nei mercati contadini che garantiscono con la vendita diretta il miglior approccio per una indispensabile sinergia tra città e campagna, di cui l’intera collettività sente un grande bisogno.

Le esigenze più urgenti evidenziate nell’incontro sono state:
– copertura dell’integrazione di reddito per tutte le aziende biologiche toscane, affinché non si disperda il percorso che le ha fatte diventare 6.000, con una superficie coltivata nel rispetto dell’ambiente e delle migliori tecniche agronomiche che ormai in Toscana si attesta sul 32%.
Agevolare l’apertura di mercati contadini Bio in ogni capoluogo di provincia, con un programma ben delineato da un progetto che si è voluto lasciare a disposizione e che partirà a breve a nostro carico in tutta la Toscana, misure antiCovid permettendo.
– Un occhio di riguardo, che in Regione Toscana non è mai mancato, per la creazione dei Distretti Biologici sostenuta da associazioni di base, che attualmente vedono la presenza di sette Biodistretti molto propositivi in tutto il territorio regionale.

L’assessore ha accolto con attenzione le proposte e le ha ritenute perfettamente in linea con quanto si sta andando a proporre all’Unione Europea attraverso un aggiornamento del Piano di Sviluppo rurale, su cui stanno arrivando diverse centinaia di milioni di euro per le annualità 2021 e 2022.

Saranno sicuramente riaperti nuovi bandi per il mantenimento e il nuovo ingresso nel biologico da parte delle aziende agricole, con una disponibilità che si vuol fare autorizzare dall’Unione Europea di almeno 40 milioni di euro l’anno, mentre proprio per i mercati contadini si sta chiedendo di disporre di 3 milioni di euro e altrettanti per la gestione della logistica attraverso la creazione di razionali piattaforme esclusivamente dedicate alle produzioni biologiche toscane.

Stefania Saccardi si è mostrata pienamente convinta del percorso intrapreso e si sta personalmente occupando a livello nazionale della ripartizione tra le Regioni dello stanziamento supplementare eccezionale nell’ambito del Next Generation UE, che prevede di caricare la dotazione per l’annualità 2021 dei fondi ordinari dei Piani di Sviluppo Rurale di ben 4 miliardi di euro di fondi comunitari a cui si aggiungono altri 3 miliardi di cofinanziamento nazionale.

Insieme ai dirigenti presenti l’assessora ha accettato una nostra importante richiesta di interazione, che prevede in questa fase di aggiornamento del Piano di Sviluppo Rurale di far pervenire proposte costruttive che consentano di prendere in considerazione specifiche osservazioni raccolte dalle aziende agricole e dai tecnici che lavorano in campo, aderendo in questo modo alle istanze che una programmazione condivisa dal basso consente alle governance più virtuose di crescere non solo su ipotesi e percezioni, ma sulla base di istanze maturate in seno alle piccole e medie aziende Bio, che tanto lustro danno al territorio agricolo della Toscana.

A puro titolo di esempio abbiamo citato le priorità che nei singoli bandi possono essere date alle aziende più piccole, definibili in base alle ore di lavoro che singole colture e allevamenti richiedono, fino all’utilizzazione della biodiversità toscana censita in campo vegetale e animale, in affiancamento alle imprescindibili priorità date ai territori più svantaggiati, alle aziende che lavorano nelle aree protette e alle aziende Bio che, non inquinando, lasciano alle generazioni future una importante strada mirabilmente tracciata dai nostri agricoltori attraverso una fertilità dei suoli che non ha bisogno di essere misurata, risaltando nel nostro paesaggio con le sue colture e la sua variegata biodiversità naturale, le siepi, i boschi e una determinante attenzione per la terra.

Non basta concludere che se son rose fioriranno, ci appelliamo invece a tutte le associazioni e alle singole intelligenze per valutare insieme i rapporti e gli apporti che siamo in grado di sviluppare in Toscana innanzitutto, ma anche in ogni Regione dove gli aggiornamenti dei Piani di Sviluppo Rurale necessitano sicuramente del supporto della nostra pluridecennale progettualità agroecologica.

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