Inquinamento

Ambiente abitato, cambiamenti climatici e salute, il tempo delle scelte

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E’ a rischio la sopravvivenza dell’uomo sul pianeta. Per fortuna le soluzioni per proteggere la natura e il clima esistono. Dobbiamo però agire con decisione.

 

Contributo di Maria Grazia Petronio (Giunta esecutiva nazionale ISDE Italia) in occasione del Global Strike for Future del 15 marzo.

La vita umana potrebbe essere l’unico esperimento nell’universo di ciò che definiamo ragione, pensiero, sentimenti, coscienza, consapevolezza. Eppure pare che noi umani siamo davvero determinati a porre fine a questa esperienza. Il rischio reale è che l’uomo non riesca più a sopravvivere su un pianeta dove le matrici di supporto alla vita, aria, acque e suolo, hanno raggiunto un livello di degrado in una dimensione mai vista nella storia dell’umanità.

Nel 2017 la World Health Organization (WHO) e le Nazioni Unite hanno elaborato un profilo su cambiamenti climatici e salute per i vari Paesi da cui emergono segnali allarmanti relativi alle conseguenze già in atto e a quelle che si prevedono nei prossimi anni.
Dal suddetto rapporto l’Italia appare, nel contesto internazionale, il Paese in cui si registra il più alto numero di effetti legati al calore sulla mortalità giornaliera.

Gli impatti dei cambiamenti climatici stanno esacerbando carenze infrastrutturali, inquinamento postindustriale e l’intrinseca vulnerabilità sismica e idrogeologica del nostro Paese. Le temperature in aumento, l’erosione costiera, le inondazioni e la siccità provocano scarsità dell’acqua (nel 2017 6 su 20 regioni hanno invitato il Governo a dichiarare lo stato di emergenza a causa di stress idrico).

Lo stress idrico potrebbe anche portare a una riduzione della produzione agricola, maggior rischio di incendi boschivi, aumento della desertificazione e potrebbe minacciare il progresso economico.
Inoltre, i cambiamenti climatici – causati dall’inquinamento prodotto dall’uomo- a loro volta incidono sulla qualità dell’aria costituendo uno dei più grandi rischi per la salute a livello mondiale.
Una pubblicazione dell’OMS nel 2014 fornisce una stima per il 2012 di 7 milioni di morti premature nel mondo da inquinamento dell’aria.

Sia l’esposizione a breve che a lungo termine all’inquinamento atmosferico può avere conseguenze dirette e gravi per la salute. Inquinanti presenti nell’aria aumentano il rischio di cardiopatia ischemica, ictus, malattie respiratorie ma anche di malattie neurodegenerative, diabete e obesità e possono danneggiare lo sviluppo cerebrale (autismo, malattia da deficit dell’attenzione, ritardo mentale, riduzione del quoziente intellettivo etc.).
L’inquinamento atmosferico è cancerogeno per l’uomo, con la componente delle polveri fini più strettamente associata all’incremento dell’incidenza del cancro, in particolare il cancro ai polmoni.

Il consumo di suolo che ha raggiunto in Italia livelli critici è una delle cause del cambiamento climatico, è necessario, pertanto, evitare di impegnare nuovo suolo, recuperando per le attività umane le aree dismesse/abbandonate/inquinate e proteggere le sponde di fiumi e laghi, le aree protette, le coste, le aree a rischio di frane e rischio idraulico, così si ridurrebbe anche l’impatto degli eventi estremi.

Altre cause di inquinamento sono il traffico (prevalentemente stradale e aereo), le emissioni industriali, i rifiuti se non correttamente recuperati e trattati, gli edifici – che in Italia consumano per il riscaldamento e il raffrescamento molto di più rispetto ad altri Paesi europei-, l’agricoltura intensiva e basata sull’uso di sostanze chimiche, gli allevamenti intensivi, l’insufficienza di aree verdi dentro e fuori le città, le fonti energetiche non rinnovabili (petrolio, carbone, metano).

Come ha sottolineato il panel internazionale di scienziati chiamato a studiare i cambiamenti del clima (IPCC) i prossimi anni saranno probabilmente i più importanti nella nostra storia perché abbiamo solo pochi decenni prima che si manifestino conseguenze gravissime e irreversibili.
Ma la buona notizia è che le soluzioni esistono e che proteggere la natura e il clima avrà immediati e grandi benefici per la nostra salute e il nostro benessere. Dobbiamo però agire con decisione.
Molti Paesi hanno sviluppato “strategie di controllo dell’inquinamento solide, redditizie e politicamente valide basate su leggi, politica, scienza e tecnologia”.
Friburgo (in Germania), come altre, è una città ecologica che potremmo incominciare ad imitare.

Stante la complessità dei problemi è difficile pensare a una soluzione unica mondiale per affrontare questi problemi ma ciascuno può fare la sua parte, ogni azione locale e personale può essere fondamentale.
Occorre però che ci troviamo d’accordo su quale debba essere il principio fondamentale per guidare le nostre scelte di pianificazione e programmazione ma anche le nostre scelte quotidiane di comportamento: è una scelta utile a rallentare il cambiamento climatico, a ridurre l’inquinamento e a tutelare le risorse naturali per le future generazioni migliorando la qualità della vita degli esseri viventi?