Ecosistema

Apuane Libere: “Nel lago di Gramolazzo c’è una bomba ecologica”

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Il torrente Acqua Bianca inondato da terre di scavo e marmettola (foto Apuane Libere)

L’associazione denuncia un ingente sversamento di fanghi di cava nel Serchio di Gramolazzo e nel torrente Acqua Bianca, che si immettono nel lago.

 

di Gabriella Congedo

l'alveo del serchio di Gramolazzo reso sterile e cementato dalla marmettolaMINUCCIANO (Lu) – Enormi quantità di inquinanti provenienti dalle cave – la famigerata marmettola – sarebbero stati sversati nel Serchio di Gramolazzo e nel torrente Acqua Bianca. Due corsi d’acqua che dopo alcune centinaia di metri si immettono nel lago di Gramolazzo, frequentatissimo dai turisti, trasformandolo in una bomba ecologica.
È quanto denuncia l’associazione ambientalista Apuane Libere che ieri, 21 settembre, ha presentato agli organi competenti un corposo dossier video-fotografico. Siamo nel Comune di Minucciano, in provincia di Lucca. I rilievi sono stati fatti dagli attivisti nei mesi da giugno a settembre all’interno del Parco Regionale delle Alpi Apuane.

Il fatto è, spiegano dall’associazione, che Apuane Libere aveva già denunciato fin dal 20 giugno le condizioni in cui si presentavano i piazzali di una certa cava ma nessuno si era preso la briga di intervenire, e questo “quando la stagione turistica era ancora alle porte e si poteva evitare di far nuotare i turisti in un mix di metalli pesanti e altre venefiche essenze”.

E non è tutto. Sempre durante i sopralluoghi sarebbero emerse “vistose criticità in materia di abbandono di rifiuti speciali di tipo ferroso, plastico e persino la presenza di alcuni pneumatici sparsi negli alvei dei suddetti torrenti, i quali risultano oltretutto privi di ogni forma di vita animale e vegetale e in uno stato di totale morte biologica”.

La pessima gestione dei fanghi di lavorazione delle cave è una ferita aperta nel tormentato ecosistema delle Apuane. Andrebbero raccolti e smaltiti in apposite discariche ma molti non lo fanno. Abbandonati nei piazzali, con le piogge finiscono nei corsi d’acqua dove seccano ogni forma di vita. Gli ambientalisti denunciano da molto tempo questa situazione e nel 2020 l’ha fatto in un report sui fiumi delle Apuane la stessa ARPAT, l’Agenzia Regionale di Protezione ambientale (leggi qui l’articolo ). Ma finora a quanto pare nulla è cambiato.

I residui liquidi del taglio della montagna – la famigerata marmettolanon vengono minimamente raccolti come prescriverebbe la legge – spiega il presidente di Apuane Libere Gianluca Briccolanie dato che le cavità carsiche favoriscono una circolazione idrica sotterranea direttamente collegata alle sorgenti di Equi e del Frigido, la connessione tra questo inquinamento prodotto nei piazzali di cava e l’idropotabilità delle fonti è diretto e pericoloso per la salute delle popolazioni”.

Quanto al sindaco di Minucciano Nicola Poli “faccia rispettare le poche leggi che ancora rimangono a tutela dei corsi d’acqua, ritirando in maniera definitiva le concessioni a quelle ditte che giornalmente inquinano le falde acquifere, ma soprattutto vieti la balneazione nel grande specchio lacustre”.

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