Inquinamento

Ateneo di Firenze, al progetto Airuse il premio “Green city”

Foto da Università di Firenze
Foto da Università di Firenze

I risultati  del progetto, dedicato allo studio dell’inquinamento da particolato, sono stati usati nell’elaborazione del Piano di Qualità dell’Aria della Regione Toscana. 

FIRENZE – Si è aggiudicato il premio “Green city”, nell’ambito del programma comunitario Life+, il progetto Airuse dedicato allo studio dell’inquinamento da particolato in cinque città europee e portato avanti con il contributo di ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia e del Dipartimento di Chimica, diretti da Franco Lucarelli, docente di Fisica sperimentale, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Il successo di Airuse è stato decretato dal voto sul sito web di Life (People’s Choice). Il progetto era stato già selezionato in precedenza tra i migliori 6 su 64 tra quelli completati nel 2016 e nel 2017. La proclamazione del progetto vincitore è avvenuta a Bruxelles il 23 maggio durante la Settimana Verde dell’Unione Europea.

Il gruppo fiorentino, in particolare, ha curato il campionamento, l’analisi della composizione del particolato e l’identificazione delle sue sorgenti. Nel corso di quattro anni i ricercatori hanno testato alcune misure di mitigazione e suggerito delle possibili strategie di riduzione del particolato per raggiungere migliori standard di qualità dell’aria, nel rispetto delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

“Nelle cinque città esaminate, il traffico stradale è la principale causa di particelle nell’aria – spiega Lucarelli – le emissioni dal tubo di scappamento, le polveri della strada  (in cui sono presenti anche  fibre, particelle carboniose e metalli), l’usura di freni e di parti meccaniche sono tra le principali fonti. La diffusione di veicoli meno inquinanti, sostenuta da politiche di incentivazione a lungo termine, potrebbe ridurre l’impatto sull’ambiente. La ricerca si è occupata anche degli effetti prodotti dalle limitazioni del traffico. Abbiamo poi monitorato altre misure, come il lavaggio sistematico delle strade, riscontrando effetti positivi in termini di riduzione delle polveri stradali”.

All’origine dell’emissione di particolato, in seconda battuta, vi è poi la combustione di biomasse che trova riscontri significativi in quattro centri sui cinque presi in considerazione. “L’uso del riscaldamento a legna o a pellet – prosegue Lucarelli – favorisce la concentrazione e il ristagno in aria di sostanze indesiderate e dovrebbe essere scoraggiato nelle città di pianura. I vecchi impianti di combustione domestici dovrebbero essere sostituiti da apparecchiature certificate e il mercato di legna da ardere e dei pellet dovrebbe essere regolamentato”.

Politiche adeguate, dunque, ma anche campagne di comunicazione. Per sensibilizzare l’opinione pubblica verso scelte più consapevoli in materia di inquinamento da particolato è necessaria infatti secondo Lucarelli “un’informazione dettagliata sulle implicazioni della scelta del combustibile circa la qualità dell’aria sia per il riscaldamento che per i mezzi di trasporto”.
I risultati  del progetto sono stati usati nell’elaborazione del Piano di Qualità dell’Aria della Regione Toscana e sono riassunti  in una pubblicazione dal titolo”Misure per migliorare la qualità dell’aria in ambito urbano”.

Fonte: Università degli Studi di Firenze

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