Secondo uno studio le diete vegetariane e vegane possono essere compatibili con una crescita nella norma ma richiedono consapevolezza e corretta informazione.
Redazione
10 gennaio 2026
FIRENZE – La dieta vegetariana canonica esclude carne e pesce ma può includere derivati animali come latte, uova e miele. Può essere carente in nutrienti chiave come vitamina B12, ferro, omega-3 e proteine specialmente in fasi di crescita o di sport intenso. Si basa sul consumo di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, semi e frutta a guscio e si distingue dalla dieta vegana che esclude tutti i prodotti animali.
Negli ultimi anni è cresciuto il numero di famiglie che scelgono diete vegetariane o vegane anche per bambini e adolescenti, sollevando interrogativi sugli effetti di questi regimi alimentari per la crescita e la salute. Per cercare risposte un team internazionale coordinato da Monica Dinu, ricercatrice dell’Università di Firenze, ha condotto “la più ampia revisione sistematica e meta-analisi realizzata finora sul tema” in collaborazione con le docenti Barbara Colombini e Sofia Lotti.
Lo studio, condotto con la partecipazione della Deakin University (Australia), della New York University e dell’Università di Milano, ha analizzato i dati di 59 studi osservazionali condotti in 18 Paesi, coinvolgendo oltre 48.000 bambini e ragazzi sotto i 18 anni. “I risultati indicano che, se adeguatamente pianificate, le diete vegetariane e vegane possono essere compatibili con una crescita nella norma – spiega Monica Dinu – e risultano associate a un profilo metabolico più favorevole, con livelli più bassi di colesterolo totale e LDL e un fenotipo corporeo mediamente più magro”.
Accanto a questi aspetti positivi emergono tuttavia alcune criticità nutrizionali di vitamina di B12, vitamina D, ferro e calcio, spiega Sofia Lotti: “Il fenomeno si verifica soprattutto nei bambini vegani non supportati da alimenti fortificati (a cui vengono aggiunti nutrienti come vitamine, minerali e fibre) o da un’adeguata supplementazione. Pur rientrando spesso nei range di riferimento pediatrici, i valori medi di alcuni micronutrienti risultano inferiori rispetto ai coetanei onnivori”.
Dalla ricerca emerge che dal punto di vista della crescita i bambini vegetariani e vegani presentano in media statura, peso e indice di massa corporea leggermente inferiori rispetto agli onnivori, pur mantenendosi entro i parametri pediatrici di normalità. Questo quadro delinea un fenotipo generalmente più magro, associato a una minore massa grassa piuttosto che a un rallentamento della crescita.
Alcune evidenze indicano inoltre un contenuto minerale osseo più basso nei bambini vegetariani, mentre per i vegani i dati attualmente disponibili sono ancora insufficienti. Questi elementi sottolineano l’importanza di garantire un adeguato apporto di calcio, vitamina D e proteine, nutrienti centrali per la salute delle ossa. “Nel complesso i risultati indicano che le diete vegetariane e vegane possono essere adottate in età pediatrica – conclude Barbara Colombini – ma richiedono consapevolezza, un’attenta pianificazione nutrizionale e un adeguato monitoraggio clinico, oltre a una corretta informazione rivolta a genitori e operatori sanitari”.


















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