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Ateneo di Siena al lavoro per la conservazione bio degli alimenti vegetali

Con il progetto ProFood IV Ateneo di Siena al lavoro per la conservazione bio degli alimenti vegetali.

Con il progetto ProFood IV l’obiettivo è migliorare la sicurezza degli alimenti con nuovi prodotti bioattivi ed estratti di origine naturale.

 

SIENA – Le aziende protagoniste del mercato alimentare che vogliono connotare la propria attività con un atteggiamento di responsabilità sociale devono porsi il problema della conservazione dei prodotti che rispetti la salute dei consumatori e l’ambiente. Gli imballaggi, ad esempio, sono uno strumento di marketing importante, spesso però rivelano un atteggiamento poco coerente da parte di molti protagonisti del mercato, soprattutto quelli biologici, che se da una parte sembrano praticare un business in sintonia con le istanze dell’ambiente dall’altra usano confezioni che finiscono nell’indifferenziato o che non possono essere riciclate.

Studiare soluzioni innovative e a basso impatto ambientale che migliorino la sicurezza e la qualità di alimenti di origine vegetale e ne prolunghino la vita commerciale, per offrire ai consumatori un prodotto più sano e rafforzare la posizione di mercato delle aziende, è l’obiettivo del progetto PON ProFood IV. Prodotti e processi innovativi per la filiera ortofrutticola della IV gamma, di cui è coordinatore scientifico l’Ateneo senese. Quasi cinque milioni di euro il costo di realizzazione, metà del quale finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Il professor Claudio Rossi, del Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia, è responsabile del progetto, di cui è capofila la società agricola consortile Sole e Rugiada e al quale partecipano anche le Università di Napoli, Bari, del Molise e numerose imprese del settore agricolo e agroindustriale.

Tra i principali obiettivi di ProFood IV c’è la disinfestazione del terreno, con la sostituzione dei prodotti usati in deroga e in via di eliminazione, già proibiti in molti Paesi europei, con nuovi prodotti bioattivi ed estratti di origine naturale. “Questo potrebbe nel medio lungo-periodo costituire un ottimo sistema per rendere la produzione agricola di quarta gamma totalmente bio – spiega Claudio Rossi -. Sul fronte della sanificazione inoltre il progetto prevede l’eliminazione del cloro nelle acque di lavaggio dei prodotti a favore di estratti vegetali bioattivi, migliorando così la qualità e la sicurezza dei vegetali in foglia confezionati. Per quanto riguarda il packaging verranno studiati sistemi innovativi per ridurre la proliferazione batterica, capaci di determinare un aumento della durata del prodotto”.

Fonte: Università di Siena

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