Rifiuti e riciclo

Aumentano i rifiuti speciali in Italia, Toscana prima tra le regioni del Centro

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Presentato il Rapporto Rifiuti Speciali dell’Ispra. Circa il 43% del totale proviene dal settore costruzioni e demolizioni. Ma aumentano anche i rifiuti avviati a recupero.

 

Aumenta la produzione dei rifiuti speciali in Italia: gli ultimi dati disponibili indicano un incremento del 3,3% (circa 4,6 milioni di tonnellate) che porta a superare i 143 milioni di tonnellate. I rifiuti non pericolosi, che sono il 93% del totale, crescono di oltre 4 milioni di tonnellate (+3,3%), quelli pericolosi di 376 mila (+3,9%).
Aumenta però anche la quantità di rifiuti speciali che si riesce ad avviare a recupero.

ISPRA ha presentato la diciannovesima edizione del Rapporto Rifiuti Speciali (qui l’edizione integrale) che ogni anno fornisce i dati sulla produzione e gestione dei rifiuti speciali non pericolosi e pericolosi. Il report riguarda il 2018 ed è stato realizzato in collaborazione con SNPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente).

Con il 42,5% del totale, pari a oltre 60 milioni di tonnellate, la parte del leone la fa l’edilizia, seguita dalle attività di trattamento dei rifiuti e di risanamento – ad esempio le bonifiche – (il 26,5% del totale) e dall’insieme delle attività manifatturiere la cui produzione sfiora il 20%. Le altre attività economiche contribuiscono per l’11%.

Il manifatturiero produce da solo il 37,1% del totale dei rifiuti speciali pericolosi, corrispondente a oltre 3,7 milioni di tonnellate. Il 33,7% viene dalle attività di trattamento rifiuti e di risanamento; seguono servizi, commercio e trasporti (19,8%).
La maggior parte dei rifiuti pericolosi prodotti dal settore manifatturiero deriva dal comparto metallurgico e dalla fabbricazione di prodotti chimici e farmaceutici.

Import-export di rifiuti

Nel 2018 l’Italia ha esportato circa 3,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (2,4% del totale). I maggiori quantitativi vanno verso la Germania (957 mila tonnellate) e sono prevalentemente rifiuti pericolosi (658 mila tonnellate) provenienti dall’edilizia e da impianti di trattamento dei rifiuti (285 mila tonnellate).

I rifiuti importati invece ammontano a 7,3 milioni di tonnellate (5% dei rifiuti prodotti) e sono nella quasi totalità rifiuti non pericolosi. In gran parte vengono dalla Germania, ma anche da Svizzera, Francia e Austria. Si tratta per lo più di rifiuti metallici destinati al recupero negli impianti di Friuli Venezia Giulia e Lombardia.

I rifiuti speciali in Toscana

Tra le regioni del Centro, a fronte di un quantitativo complessivo di 25,1 milioni di tonnellate, i maggiori valori di produzione di rifiuti speciali si registrano in Toscana con quasi 9,8 milioni di tonnellate (38,9% della produzione dell’intera macroarea). Si tratta per il 95,3% (9,3 milioni di tonnellate) di rifiuti non pericolosi e per il restante 4,7% (456 mila tonnellate) da rifiuti pericolosi.
Anche in Toscana le principali tipologie di rifiuti speciali provengono dall’edilizia (37,6%) e dal trattamento di rifiuti e acque reflue (34,7%)
I rifiuti speciali esportati sono oltre 129 mila tonnellate, di cui 49.318 tonnellate di rifiuti non pericolosi e 80.535 tonnellate di pericolosi.

Nel 2018 la gestione toscana dei rifiuti speciali interessa oltre 9,9 milioni di tonnellate, di cui circa 9,5 milioni di rifiuti non pericolosi e oltre 402 mila di rifiuti pericolosi.
Il recupero di materia è la forma prevalente di gestione e rappresenta il 61,7% del totale. Il recupero di sostanze inorganiche vi contribuisce per il 72,6. Anche in Toscana come nel resto d’Italia si tratta perlopiù di scarti dell’edilizia generalmente recuperati in rilevati e sottofondi stradali. Appena lo 0, 3% dei rifiuti (31 mila tonnellate) viene impiegato come fonte di energia.

Lo smaltimento riguarda oltre 2,9 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (29,6% del totale gestito). 833 mila tonnellate (l’8,4%) finiscono in discarica, oltre 2 milioni di tonnellate sono sottoposte ad altre operazioni di smaltimento come trattamento chimico-fisico, trattamento biologico, ricondizionamento preliminare, e oltre 27 mila tonnellate (0,3% del totale gestito) sono avviate a incenerimento.

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