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Bando da 20 milioni per le aziende bio toscane: partecipate con fiducia

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Questa volta c’è l’esplicita volontà politica di accontentare quante più aziende possibili. E presto saranno resi disponibili altri fondi.

 

di Mario Apicella

Con il Decreto n. 6402 del 20 aprile 2021 si è ufficialmente aperto il terzo bando sull’agricoltura Biologica dell’attuale Piano di Sviluppo Rurale toscano 2014-2020, che ormai è prorogato fino al 2022.
Molte sono state in questi primi giorni le perplessità e le incertezze delle aziende agricole dopo la delusione dell’ultimo bando dello scorso anno che ha lasciato senza integrazione di reddito 900 aziende su 1.000, tutte già impegnate nella conversione all’agricoltura biologica certificata, a dimostrazione del grandissimo interesse che soprattutto i giovani imprenditori agricoli toscani stanno manifestando per questo tipo di agricoltura.

Avendo promesso di chiarire i termini che ci hanno visto impegnati già dal mese di febbraio (toscanachiantiambiente.it/altragricoltura-bio-incontra-lassessore-regionale-allagricoltura-stefania-saccardi/) abbiamo intervistato sul tema alcuni funzionari regionali allo scopo di aumentare la chiarezza e l’ottimismo.

Il primo bando del 2015, della durata di cinque anni poi protratti a sei, aveva visto premiate con circa 17 milioni di euro quasi 2.000 aziende bio delle 2.100 richiedenti l’integrazione in oggetto (artea.toscana.it/sezioni/servizi/misure), delle quali 922 situate in zone montane, in zone definite “Natura 2000”, in zone vulnerabili dall’uso scriteriato dei nitrati e nei Parchi, tra cui vogliamo ricordare l’azienda Terre Regionali Toscane di Alberese nel Parco Regionale della Maremma con il suo mega contributo di ben 350.000 euro/annui.

Le altre 1.100 aziende, tutte senza punteggio, sono state premiate partendo dal “minor importo concedibile” che caratterizza proprio le aziende più piccole, con integrazioni di reddito da 337 fino a 27.900 euro/anno, lasciando fuori graduatoria per mancanza di fondi solo le 85 aziende biologiche più grandi che arrivavano a richiedere, per la loro estensione e il tipo di colture realizzate, fino a 230.000 euro/anno.

Questo bando appena aperto ha il grande vantaggio di essere sostenuto con convinzione da un’esplicita volontà politica di portare la disponibilità per le aziende bio toscane dagli attuali 20 milioni ad almeno 40-50 milioni in modo da accontentare quante più aziende possibili, non solo quelle inserite nelle aree dotate di punteggi ma tutte le piccole aziende bio, partendo sempre dall’importantissimo postulato che “a parità di punteggio è prioritaria la domanda con il minor importo concedibile”.

Questo obiettivo sarà raggiungibile grazie alla ripartizione dei fondi che stiamo attendendo per il 2021 e il 2022, (toscanachiantiambiente.it/aiuti-allagricoltura-sostenibile-e-biologica-toscana-ecco-i-bandi/), mentre un’altra importante richiesta inserita nella variazione del PSR toscano è quella di rendere il bando valido per le due annualità rimanenti.

Chiariti questi punti, che possono sembrare in parte tecnici e di mera ma indispensabile statistica, possiamo senza dubbio affermare che non solo tutte le aziende Bio devono affrontare con ottimismo la partecipazione al bando, ma anche le aziende titubanti, che già non utilizzano pesticidi di sintesi e fertilizzanti chimici, possono serenamente utilizzare questa opportunità con i propri tecnici di fiducia, dato che bisogna non solo produrre cibo sano senza inquinare ma anche aggregare le forze e la creatività per far crescere in modo coerente un settore che le stesse istituzioni hanno deciso di supportare per l’enorme potenzialità che manifesta.

La creazione di piattaforme logistiche da gestire dal basso, il finanziamento promesso di mercati contadini biologici, la formazione professionale con cui aggiornare i professionisti e i tecnici, oltre che gli stessi agricoltori, la creazione dei Distretti biologici, gli incentivi per le mense biologiche, sono solo alcuni dei punti qualificanti che insieme il mondo del biologico vuole mettere in campo con questa amministrazione regionale.

Il sogno di avere una Toscana tutta biologica attraverso la collaborazione e le sinergie che studiosi, agricoltori, allevatori, tecnici ed enti di ricerca possono in tempi rapidi agevolare, se negli anni passati era un miraggio, oggi che si coltiva quasi il 35 % delle superfici agricole regionali con il sistema dell’agricoltura biologica certificata, con ottimi risultati e un’economia in forte crescita nonostante la gravissima crisi che attanaglia ogni settore, ci fanno sperare in una positiva evoluzione partecipata e condivisa che può ridisegnare i nostri territori, presi sempre come esempio dallo stesso immaginario collettivo.

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