Ecosistema

Bientina da record: è la prima zona umida toscana per numero di uccelli acquatici svernanti

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Pavoncelle (foto di Federica Gianneschi)

Sono 19.000 gli uccelli censiti dal Centro Ornitologico Toscano. Un risultato eccezionale frutto delle azioni di tutela adottate negli ultimi anni.

 

a cura del Centro Ornitologico Toscano “Paolo Savi” (www.centrornitologicotoscano.org)
27 gennaio 2026

PISA, LUCCA – 19.000 uccelli acquatici presenti nell’alveo dell’antico Lago di Bientina: un numero record che rappresenta uno dei risultati più significativi emersi dai censimenti degli uccelli acquatici svernanti condotti, come ogni anno fin dal 1984 nel mese di gennaio, dal Centro Ornitologico Toscano “Paolo Savi” – ETS.
Squadre di rilevatori volontari abilitati dall’ISPRA (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale) affiancati da collaboratori hanno censito con protocolli rigorosi gli uccelli che giungono nelle nostre zone umide per passare l’inverno, provenendo dall’Europa centrale, settentrionale e perfino dalla lontana Siberia.

Il risultato eccezionale, che ha consentito al Bientina di essere nel 2026 la singola zona umida con il più alto numero di uccelli acquatici in Toscana, non è una sorpresa assoluta ma è il frutto di una crescita in corso ormai da diversi anni e che ha avuto come tappe importanti il riallagamento permanente della Bonifica della Gherardesca, nel comune di Capannori, e la creazione di un nuovo chiaro nella riserva naturale Bosco di Tanali, nel comune di Bientina. In queste aree si concentrano, infatti, la maggior parte delle anatre che costituiscono la parte preponderante degli uccelli censiti.

Protagonista assoluta è stata l’alzavola, la più piccola anatra europea, presente con oltre 11.000 individui per lo più concentrati nella riserva di Tanali e alla Gherardesca e, dopo alcuni anni di assenza, anche nell’area protetta del Bottaccio, grazie a una gestione favorevole dei livelli dell’acqua. Il valore complessivo rappresenta quello più alto mai rilevato in una singola zona umida toscana in oltre quarant’anni di censimenti.
Di rilievo anche la presenza della pavoncella con oltre 2.500 individui. Questa specie trova nei prati umidi e nei campi allagati, in particolare all’interno della riserva naturale di Tanali e in altre aree dove l’attività venatoria è preclusa, il baricentro della propria presenza nel sito.

L’area della Gherardesca ha ospitato complessivamente la maggior varietà di anatre e di altri uccelli acquatici: oltre a numerosi germani reali, di notevole interesse sono risultate la presenza di oltre 700 moriglioni e oltre 150 codoni. Queste due anatre, così come la pavoncella, sono classificate come vulnerabili nella Lista Rossa europea per il declino delle loro popolazioni continentali.

All’elevato numero complessivo di individui non corrisponde tuttavia un’elevata diversità specifica: le specie censite sono state infatti 34, un valore non particolarmente alto se confrontato con quello di altre zone umide toscane. Questa caratteristica è legata alla natura stessa dell’area, bonificata da quasi due secoli, in gran parte coltivata ma soggetta a estesi allagamenti invernali, che offrono ampie superfici di alimentazione a un numero limitato di specie particolarmente adattate.

Ma il segreto di questo andamento positivo è stata anche l’istituzione, negli anni, di alcune aree precluse alla caccia dove gli uccelli potessero trascorrere le ore di riposo e la creazione al loro interno di alcuni specchi d’acqua. Il mantenimento di queste condizioni ambientali favorevoli e di tranquillità è il fattore chiave perché quest’area, dalle caratteristiche così particolari, possa continuare a ospitare così tanti uccelli: un fatto auspicabile ma non scontato. La creazione di nuovi ambienti umidi naturali potrebbe incrementare ulteriormente il valore di quest’area le cui reali potenzialità devono forse ancora essere conosciute.

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Alzavole (foto di Valerio Baldeschi)

 

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