Rinnovabili

Bioeconomia, da Firenze un nuovo modello di economia circolare

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I risultati del progetto “Bio2energy”: un modello per produrre biometano e bioidrogeno da rifiuti organici e fanghi di depurazione. Dai residui si ottengono fertilizzanti naturali per l’agricoltura. 

 

FIRENZE – Dai rifiuti da cucina – il cosiddetto umido – è possibile produrre energia rinnovabile. E’ quanto sostengono i ricercatori del progetto “Bio2energy” realizzato dal Dipartimento di Ingegneria Industriale, Pin Polo Universitario “Città di Prato”, CNR ICCOM, che viene presentato venerdì 15 febbraio in rettorato a Firenze.
Il progetto, finanziato dalla Regione Toscana con 3 milioni di euro, è stato coordinato da SeaRisorse in collaborazione con Cavalzani Inox e Alia.

Durante l’appuntamento, che avrà per tema “Bioeconomia: un nuovo modello di economia circolare”, gli studiosi presenteranno un modello replicabile per il trattamento di rifiuti in grado di produrre biometano e bioidrogeno dalla sinergia tra materiale organico (proveniente dalla raccolta differenziata) e i fanghi di depurazione (provenienti da impianti di depurazione dell’acqua), attraverso un processo che si definisce di codigestione anaerobica: in assenza di ossigeno, cioè, si ottiene la degradazione del materiale organico e la produzione di biogas.

I ricercatori assicurano che i residui di questo processo possono essere utilizzati come fertilizzanti naturali per l’agricoltura, potenzialmente utilizzabili in sostituzione dei prodotti chimici convenzionali.

Fonte: Università di Firenze

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