Rifiuti e riciclo

Bioraffineria di Stagno, Medici per l’Ambiente: sarà inceneritore camuffato

La raffineria Eni di Stagno (Livorno)
La raffineria Eni di Stagno (Livorno)
L’associazione: studio epidemiologico promosso da Ministero della Sanità fotografa situazione allarmante per la salute dei residenti ma nessuno se ne cura.

 

di Gabriella Congedo

COLLESALVETTI (Li) – Il progetto Eni – Regione Toscana di far nascere una “bioraffineria” a Stagno, piccola frazione di Collesalvetti, non tiene minimamente conto di una situazione già pesante per la salute dei residenti, così come è fotografata anche dall’ultimo rapporto SENTIERI, studio epidemiologico promosso dal Ministero della Sanità.
ISDE – Medici per l’Ambiente si mobilita contro uno dei pilastri della nuova strategia regionale sui rifiuti urbani: la futura ‘bioraffineria’ di Eni a Stagno (Livorno) destinata a produrre bioetanolo; un impianto unico in Italia – che dovrebbe andare a sostituire quello di Case Passerini – al quale saranno inviati i rifiuti delle province di Firenze, Prato e Pistoia dopo essere stati trattati. Un inceneritore camuffato, accusa l’associazione, che darà il colpo di grazia a una zona che è già “un Sito di Interesse Nazionale (SIN) per quanto riguarda l’inquinamento”.

L’ultimo rapporto SENTIERI, studio epidemiologico promosso dal Ministero della Sanità – spiega ISDE in una nota – ha purtroppo confermato in questo sito una situazione già molto compromessa circa la salute dei residenti. Sono infatti riscontrati:

  • eccessi di mortalità per tumore del polmone e di mesotelioma pleurico oltre la media regionale. In eccesso anche i ricoveri per tutti i tipi di tumore maligno e con evidenza di associazione con esposizioni ambientali sono i ricoveri per tumori del polmone e della pleura;
  • in eccesso anche la mortalità in età giovanile per tutti i tipi di tumore, i ricoveri per tumori del sistema nervoso centrale in età pediatrica e con evidenza di associazione con esposizioni ambientali sono i ricoveri per malattie respiratorie acute e asma in età pediatrica.
  • in eccesso le mortalità per cardiopatie ischemiche e patologie cerebrovascolari, per le quali in letteratura è riportata una possibile associazione con esposizione a inquinamento atmosferico anche derivante da fonti emissive industriali tra le quali raffinerie”.

Un dato ancora più preoccupante, aggiunge l’associazione, è la presenza di malformazioni congenite superiori alla media regionale del 43 per cento. “Sono i dati pubblicati sull’organo ufficiale dell’Associazione Italiana di Epidemiologia (Epidemiol Prev 2019, 43 Suppl: 1_313), dati che le amministrazioni locali e la Regione non menzionano”.

Il progetto con il nome bio-raffineria, conclude ISDE “prevede in ultima analisi la produzione di metanolo a partire da scarti di rifiuti solidi urbani, plastiche, scarti dell’industria tessile, quindi un inceneritore camuffato, il tutto contro la politica di un’economia circolare. Per non parlare dei problemi di logistica che andranno a gravare sulla viabilità con il trasporto giornaliero dei rifiuti”.

E accanto ai Medici per l’Ambiente si schiera la Sinistra di Collesalvetti con una petizione in cui si chiede che “nessun accordo sia siglato da parte del Comune di Collesalvetti con la Regione o con ENI, e comunque con qualsiasi altro soggetto, prima che tutto il progetto sia stato illustrato e discusso nei minimi particolari con la popolazione, e che alla stessa sia dato il giusto tempo per discutere, elaborare e presentare osservazioni”.
Per accedere al testo integrale della petizione (ed eventualmente manifestare il proprio sostegno) bisogna andare sul sito www.change.org e cercare, tramite la piccola lente d’ingrandimento, la parola chiave “bioraffineria”.

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