Cinquanta grandi sacchi di rifiuti edili trovati dai Carabinieri Forestali. L’analisi dei materiali determinante per risalire ai responsabili.
di Gabriella Congedo
24 febbraio 2026
SAN CASCIANO IN VAL DI PESA (Fi) – Hanno abbandonato nei boschi di San Casciano 50 sacconi di rifiuti speciali pensando di farla franca ma gli è andata male. L’attività investigativa dei Carabinieri Forestali ha permesso di risalire a una ditta edile che stava ristrutturando un immobile nei dintorni e tre persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria.
Un’ennesima storia di ordinaria inciviltà. Alcuni giorni fa i Carabinieri Forestali di San Casciano Val di Pesa, ricevuta la segnalazione di un grande abbandono di rifiuti, sono andati nella frazione di Bargino dove, in un bosco tra la via Cassia per Siena e il Borro delle Tane, hanno trovato 50 grandi sacchi neri di materiali edili, per l’esattezza secchi di vernice e pancali di stiferite utilizzati per i cappotti termici.
Non è la prima volta purtroppo che zone di pregio ambientale vengono adoperate come discariche, stavolta però l’abbandono era davvero imponente. Attraverso le etichette identificative i militari hanno avuto la certezza che quei rifiuti provenivano da lavori di ristrutturazione edilizia mentre da Alia è arrivata la conferma che si trattava in parte di rifiuti pericolosi.
Dalle indagini i Carabinieri Forestali sono poi riusciti a risalire alla fonte, un edificio della zona dove erano in corso vari interventi edilizi, e di conseguenza alla ditta aggiudicataria dei lavori responsabile dell’abbandono. Tre persone sono state segnalate all’autorità giudiziaria.
Conviene ricordare che l’abbandono di rifiuti in Italia è un reato penale, con ammende raddoppiate per i rifiuti pericolosi. Un reato ancora più odioso se perpetrato in aree naturali. “I boschi rappresentano habitat delicati ricchi di biodiversità – si legge in una nota del comando provinciale Carabinieri di Firenze – e l’accumulo di macerie come calcinacci, cemento, laterizi, cartongesso o materiali contenenti sostanze pericolose può alterare il suolo, compromettere la vegetazione e contaminare le falde acquifere. L’attività investigativa – che può includere sopralluoghi, repertazione di indizi, analisi dei materiali, verifica dei cantieri attivi nella zona e ricorso a sistemi di videosorveglianza – consente di ricostruire la filiera del rifiuto e attribuire responsabilità precise”.
Nel caso dei 50 sacchi di rifiuti edili abbandonati nei boschi di San Casciano chi pensava di risparmiare sullo smaltimento ha fatto male i suoi conti. Non solo pagherà una multa salata ma, secondo il principio “chi inquina paga”, dovrà anche accollarsi i costi di bonifica.


















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