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Caccia alla Pavoncella, sei associazioni diffidano la Regione Toscana

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Chiesta la revoca immediata del provvedimento: “In gioco non solo la sopravvivenza di una specie ma credibilità delle istituzioni e rispetto delle regole”.

 

6 dicembre 2025

Grazie a una delle ultime delibere della Giunta uscente la Regione Toscana, dopo anni di stop, ha riaperto la caccia alla Pavoncella, un trampoliere in declino in tutta Europa. I cacciatori toscani ne possono abbattere quasi 1.000. Guido Scoccianti, delegato regionale Wwf della Toscana, fa sapere che sei associazioni ambientaliste nazionali hanno appena inviato una diffida formale alla Regione Toscana.

Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia hanno inviato una diffida formale alla Regione Toscana per la decisione di autorizzare la caccia alla Pavoncella, una specie in declino. La decisione è stata adottata utilizzando una norma recentemente modificata che antepone la politica alla scienza. Tale norma equipara il parere del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale (CTFVN) – organo a orientamento prettamente politico – a quello di ISPRA, l’ente tecnico-scientifico nazionale, eliminando di fatto ogni contributo scientifico indispensabile per valutare gli impatti della caccia sulla biodiversità.

Con questa scelta la Toscana non solo si è avvalsa di una misura introdotta recentemente dalla maggioranza parlamentare ma l’ha addirittura strumentalizzata per cancellare completamente il ruolo di ISPRA, unico garante tecnico previsto dalla normativa nazionale e dalle direttive europee. Una decisione che mina il principio di precauzione e apre la strada a provvedimenti basati su interessi politici e venatori, anziché su evidenze scientifiche.

Il tutto per consentire la caccia a una specie per la quale l’attività venatoria è stata fermata negli ultimi anni, grazie a specifiche richieste dell’Unione europea e a ricorsi legali delle associazioni ambientaliste. Con la diffida le associazioni chiedono alla Regione Toscana la revoca immediata del provvedimento, il ripristino del primato della competenza scientifica nelle decisioni sulla fauna selvatica e il rispetto delle norme nazionali ed europee che tutelano il patrimonio naturale. In gioco non c’è solo la sopravvivenza di una specie ma la credibilità delle istituzioni e il rispetto delle regole.

Guido Scoccianti
Delegato regionale WWF per la Toscana 

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