Il primo cittadino: “Una misura importante per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente”. Sarà incentivata l’adozione di metodi ecologici e sostenibili.
di Gabriella Congedo
22 aprile 2026

CAMPI BISENZIO (Fi) – Già nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) l’aveva dichiarato “potenzialmente cancerogeno”; nonostante questo l’Unione Europea ha pensato bene di prolungare l’autorizzazione all’uso del Glifosate fino al 2033. Da allora la controversia non si è mai spenta, anche per via degli interessi economici che continuano spesso a ostacolare l’adozione di normative ambientali restrittive.
Ci sono però, anche in Toscana, sindaci e comunità locali che hanno già deciso di eliminare il Glifosate dal loro territorio sostituendolo con altri metodi di diserbo ugualmente efficaci e non dannosi per la salute. È il caso di Campi Bisenzio dove il sindaco Andrea Tagliaferri ha firmato un’ordinanza valida fino al 31 dicembre 2026 che vieta l’utilizzo di prodotti contenenti glifosate su tutto il territorio comunale.
Il divieto riguarda sia soggetti pubblici che privati e si applica a tutti gli ambiti di utilizzo: agricolo, urbano ed extraurbano, su suolo pubblico e privato. Interessa in particolare tutte le aree frequentate dalla popolazione come parchi, giardini, aree verdi scolastiche, marciapiedi e bordi stradali.
“Ricordiamo che il divieto di utilizzo del glifosate è una misura importante per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente – dichiara il sindaco Andrea Tagliaferri. – Invitiamo tutti, cittadini, aziende e operatori, a rispettare quanto previsto dall’ordinanza e a favorire pratiche sostenibili e alternative al diserbo chimico, contribuendo così alla salvaguardia del nostro territorio”.
L’impiego di diserbanti chimici, si spiega in una nota, è molto diffuso sul territorio di Campi Bisenzio sia in agricoltura che nella manutenzione del verde pubblico e privato. Abitudini consolidate che tuttavia si possono cambiare. Per questo motivo il Comune “si impegna a promuovere pratiche alternative al diserbo chimico incentivando l’adozione di metodi ecologici e sostenibili da parte di cittadini, aziende agricole e soggetti incaricati della manutenzione del verde pubblico”.
La scelta di Campi Bisenzio – e quella fatta da altri Comuni toscani – dimostra che c’è un ampio margine per la responsabilità individuale dei sindaci e che amministratori virtuosi e rispettosi della salute pubblica possono fare la differenza.



















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