Rinnovabili

Capannori dice sì agli impianti fotovoltaici a terra ma con compensazioni sociali

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Giordano Del Chiaro, sindaco di Capannori

Nelle linee guida approvate dal Comune per gli impianti superiori a 1 Mw si prevede di destinare una parte dei proventi a iniziative di solidarietà sociale.

 

di Gabriella Congedo
7 novembre 2025

CAPANNORI (Lu) – La transizione energetica non è a costo zero. Come tutti i grandi cambiamenti porta inevitabilmente con sé delle trasformazioni – anche paesaggistiche – che non tutti sono disposti ad accettare. Ma anziché opporre un netto rifiuto e demonizzare i nuovi impianti, come in molte parti d’Italia sta accadendo, è possibile accoglierli sulla base di regole che ne riducano l’impatto e portino vantaggi concreti ai cittadini.

È questa la strada che ha scelto Capannori dicendo sì agli impianti fotovoltaici a terra purchè nel rispetto del territorio e con compensazioni sociali. A questo scopo l’amministrazione comunale ha approvato alcune linee di indirizzo per la costruzione di impianti fotovoltaici di potenza superiore a 1MW che, oltre alla tutela del territorio e a compensazioni ambientali, prevedono anche, e questa è la vera novità, compensazioni sociali a favore della comunità locale.

A fronte di una legge nazionale molto permissiva e in fase di revisione abbiamo ritenuto importante indicare alcune linee guida per ridurre il più possibile l’impatto ambientale di tali impianti sul territorio e sul paesaggio – spiega il sindaco Giordano Del ChiaroI terreni agricoli di cui è ricco il nostro territorio non possono essere destinati in modo indiscriminato o prevalente all’installazione di impianti fotovoltaici a terra e per questo è necessario che ciò avvenga rispettando l’equilibrio ambientale e paesaggistico”.

Ma oltre alla mitigazione ambientale le linee guida prevedono anche una restituzione sociale dei proventi della produzione e vendita di energia rinnovabile sotto forma di agevolazioni sulle bollette o altre forme di sostegno a favore delle fasce più deboli. Vediamole più nel dettaglio.

Cosa prevedono le linee guida

In caso di presentazione di PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) per la costruzione di un impianto fotovoltaico a terra di potenza superiore a 1MW le opere di compensazione previste dalla legge sono sostituite dal versamento al Comune di un contributo straordinario (almeno il 3% dei proventi) che servirà per realizzare opere di mitigazione ambientale sul territorio. Saranno privilegiati gli impianti destinati all’autoproduzione, gli agrivoltaici o quelli che prevedano il coinvolgimento diretto della cittadinanza attraverso la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).

Ma la vera novità è l’aver previsto forme di compensazione e di restituzione sociale a favore della comunità locale attraverso la destinazione di una quota dei proventi della produzione e vendita dell’energia elettrica a iniziative di solidarietà sociale, come contributi economici o agevolazioni destinati ai cittadini e alle famiglie in difficoltà. Questi contributi potranno essere regolati da  convenzioni o protocolli d’intesa tra il Comune e i soggetti proponenti.

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