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Cattivi odori e malesseri da impianto a biogas nel pisano, si cerca una soluzione

Una vasca scoperta contenente sansa di olive (foto Arpat)
Una vasca scoperta contenente sansa di olive (foto Arpat)
Molte le segnalazioni dei cittadini al dipartimento Arpat di Pisa. Il sindaco di Santa Maria a Monte: “Faremo tutto il possibile per trovare una soluzione”. Coinvolta anche la Regione.

 

di Marcello Bartoli

SANTA MARIA A MONTE (Pi) – Dodici esposti e due note del Comune di Pontedera contenenti altre segnalazioni di cittadini. Sono le proteste ricevute nel solo 2019 da Arpat dipartimento di Pisa per i cattivi odori emessi da un impianto a biogas.
L’impianto si trova in località San Donato ed è gestito da Prati Bioenergia Società Agricola. I cattivi odori, come ha accertato Arpat in diversi sopralluoghi, sono dovuti ad alcune irregolarità nella lavorazione della sansa di olive, per esempio una grande vasca dove il materiale era messo a macerare senza copertura e un piazzale non asfaltato che non permetteva il corretto drenaggio del digestato liquido.

Il gestore in verità, che ha ricevuto anche una diffida dalla Regione, ha cercato di risolvere quello che non funzionava e ha fatto le modifiche richieste. Ma il problema dei cattivi odori rimane, soprattutto la sera, e i cittadini non ne possono più. Parecchi lamentano difficoltà respiratorie intermittenti e sono preoccupati per la loro salute.

Circa un mese fa si è svolta un’assemblea pubblica con Asl e Arpat per fare il punto della situazione. “Gli intervenuti – spiega Arpat in una nota – hanno segnalato come, nell’ultimo anno, le maleodoranze legate alla lavorazione della sansa abbiano determinato un maggiore fastidio, soprattutto nelle ore serali, unitamente a malesseri diffusi. In numerosi interventi sono emersi, inoltre, sentimenti di amarezza e scoraggiamento per il lungo periodo di attesa dell’implementazione di interventi di mitigazione del fastidio, che è perdurato per mesi e che perdura tuttora, seppure in modo variabile”.

Se da una parte il sindaco di Santa Maria a Monte ha assicurato che sarà fatto il possibile, insieme ad Arpat e ASL, per trovare una soluzione, dall’altra il gestore dell’impianto si è detto pronto a mettere in atto nuove misure di mitigazione dei cattivi odori e a commissionare uno studio di impatto odorigeno.
Ma la faccenda non è chiusa. Da qui alla fine dell’anno, informa Arpat, ci saranno degli incontri con la Regione “per definire il percorso amministrativo più rapido per dare attuazione alle indicazioni migliorative indicate da ARPAT, anche in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale”.

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