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Cave, il Consiglio di Stato nega l’accesso ai dati estrattivi delle Apuane

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Legambiente era ricorsa al Tar toscano ma i giudici hanno dato ragione alle aziende del marmo dopo il loro controricorso al Consiglio di Stato.

 

di Marcello Bartoli
15 dicembre 2025

CARRARA – Il Consiglio di Stato ha dato ragione alle aziende del marmo e Legambiente non ha nessun diritto a pretendere dal Comune di Carrara dati dettagliati sull’attività estrattiva. Una doccia fredda per gli ambientalisti arrivata pochi giorni fa.

L’antefatto: nel 2024 Legambiente aveva presentato al Comune di Carrara una richiesta di accesso agli atti per conoscere, di ogni singola cava e azienda, quanto marmo fosse stato estratto dal 2005 al 2023. Il Comune, consultate le imprese interessate, aveva consentito però solo a un accesso parziale, comunicando i dati aggregati delle quantità estratte senza indicare esattamente le singole cave o gli operatori. Legambiente aveva così deciso di ricorrere al Tar toscano, che nell’aprile 2025 accoglieva la richiesta ordinando al Comune di consegnare tutti i dati.

Le aziende del lapideo, sentendosi lese nei propri interessi, avevano così deciso di appellarsi al Consiglio di Stato che, proprio nei giorni scorsi, ha ribaltato la decisione del Tar regionale dando ragione alle aziende del marmo che operano sulle cave. I giudici hanno stabilito che Legambiente non ha diritto a ottenere i dati che permetterebbero di collegare ogni singola cava ai quantitativi e alle tipologie di materiale estratto negli ultimi anni: “L’accesso alle informazioni ambientali è un diritto importante, ma non può spingersi fino al punto di compromettere la riservatezza commerciale, sconfinando così in un ambito che viene protetto dalla legge”.

Alpi-Apuane-Giovanni-Storti-Toscana-ambientePer il controllo sull’impatto ambientale, spiega dunque la sentenza, sono sufficienti le informazioni aggregate fornite in passato dal Comune a Legambiente, che permettono di verificare il rispetto dei limiti complessivi fissati dai piani comunali. Apuane Libere e le altre associazioni ambientaliste dichiarano comunque che non fermeranno la loro lotta contro quello che definiscono “uno scempio ecologico di proporzioni inaudite”.

E’ in questo clima che martedì 16 dicembre alle 21.15 al Cinema Teatro dei Servi di Massa sarà proiettato il film Tra natura e quota – Giovanni Storti sopravvive alle Alpi Apuane che vede protagonista l’attore del trio Aldo, Giovanni e Giacomo.

Percorrendo la via ferrata più antica d’Italia Giovanni Storti guida lo spettatore sulle Alpi Apuane, tra biodiversità e sicurezza in montagna. Il film è un’occasione per scoprire con ironia un territorio selvaggio e riflettere sui problemi che ne minacciano la conservazione. Alla serata, insieme al presidente della Sezione del Club Alpino Italiano di Massa Paolo Simi, interverranno i protagonisti del documentario Elena Alberti, Andrea Ribolini e Alberto Grossi.

 

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