Urbanistica

Cementificazione giardino di via Stelvio a Pistoia, Legambiente: “Una scelta scellerata”

Veduta aerea dell'area dove sorgerà la palazzina di edilizia sociale (da Circolo Legambiente Pistoia)
Veduta aerea dell'area dove sorgerà la palazzina di edilizia sociale (da Circolo Legambiente Pistoia)
Già transennata l’area verde dove sorgerà una palazzina con 30 alloggi di edilizia sociale. Su questa scelta urbanistica un durissimo intervento del Circolo Legambiente di Pistoia.

 

PISTOIA Nell’area verde tra via Stelvio e la ferrovia Porrettana al posto di un grande prato sorgerà una palazzina di 30 alloggi di edilizia sociale (socia housing). I lavori stanno per iniziare e l’area è stata chiusa e transennata tra le proteste dei residenti.
Una scelta urbanistica che il Circolo Legambiente di Pistoia, nella nota che qui pubblichiamo, giudica “arretrata e scellerata, frutto di una cultura della speculazione vecchia di 50 anni”. Il “nobile intento di favorire le famiglie in difficoltà” poteva benissimo essere assolto sfruttando le decine di alloggi vuoti che rientrano nel patrimonio del Comune di Pistoia. Mentre con una spesa irrisoria l’area verde di via Stelvio potrebbe diventare un prestigioso parco pubblico, con benefici per tutti.

L’intervento del Circolo Legambiente di Pistoia

“Il Circolo Legambiente Pistoia intende esprimere il proprio disappunto per l’imminente cementificazione dell’area verde tra via Stelvio e la ferrovia Porrettana ritenendola una scelta arretrata e scellerata frutto di una cultura della speculazione vecchia di 50 anni che ormai ci mostra i suoi effetti quasi quotidianamente tramite le alluvioni e i disastri naturali.

Per di più una scelta che si colloca in totale controtendenza non solo con la visione di sviluppo sostenibile della nostra associazione ma anche della cultura urbanistica e amministrativa delle principali città di tutto il mondo che applicano moderne politiche di sviluppo del verde pubblico, di arresto del consumo di suolo, semmai di promozione di costruzioni in legno o materiali ecosostenibili.

Pur non volendo aprire nessuna discussione sulla regolarità degli atti amministrativi ed eventuali responsabilità di questa o l’altra amministrazione, riteniamo che il nobile intento di favorire le famiglie in difficoltà poteva essere benissimo assolto tramite le decine di alloggi attualmente vuoti ubicati a Ponte Buggianese e Montecatini, ma probabilmente anche a Pistoia , che rientrano nel patrimonio del Comune di Pistoia e che pertanto le varie amministrazioni succedutesi potevano benissimo ristrutturare e mettere a disposizione dei cittadini senza così consumare altro territorio.
Scelta che, a nostra conoscenza, tra l’altro viene calata dall’alto sulle persone residenti nel quartiere senza nessun genere di percorso di partecipazione.

La rimanente area verde, non esposta alla costruzione, presenta tutte le caratteristiche per diventare un prestigioso parco pubblico, sia per la considerevole estensione sia perché circondata da numerose abitazioni i cui abitanti trarranno notevoli benefici.
Per far ciò basterebbe collocare, lungo il bordo di un viottolo che interseca l’area verde, alcune panchine e ombreggiarle con qualche albero lungo il ciglio (in proposito si potrebbero trapiantare piante offerte da qualche vivaista); creare opportunità di giochi per bambini con attrezzature, preferibilmente, riciclate e non pericolose; circoscrivere piccoli spazi per aiuole con fiori di varie specie; destinare qualche lembo di terra che costeggia la ferrovia a campetto per giocare a bocce (delizia delle persone anziane).
Piccoli interventi con costi irrisori ma con grandi benefici ambientali e opportunità di socializzazione per la comunità locale. Un intervento di questo tipo potrebbe essere considerato una compensazione per il disagio che i cittadini subiranno per le scelte sbagliate della politica.

Ribadiamo con forza il nostro NO! al cemento e al consumo di suolo e invitiamo l’amministrazione comunale a dotarsi di strumenti urbanistici pensati per recuperare e riqualificare gli edifici esistenti e far sì che gli imprenditori vengano chiamati e incentivati a investire nel recupero.

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