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Coltivare con il biogas potrebbe ridurre le emissioni di gas serra

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L’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna partner scientifico del progetto Smartgas sulla digestione anaerobica in agricoltura.

 

PISA – Anche l’agricoltura può contribuire a mitigare le emissioni di gas serra sia riducendo l’impiego di energia e fertilizzanti, sia grazie alla capacità dei terreni agricoli di sequestrare carbonio sotto forma di sostanza organica utile a mantenere la fertilità e la biodiversità del suolo. Con questi presupposti prende il via il progetto SMARTGAS, ovvero “coltivare con il biogas per ridurre l’impronta di carbonio e aumentare la sostenibilità e la resilienza ai cambiamenti climatici di sistemi colturali per le produzioni toscane di qualità”.

Il progetto SMARTGAS sulla digestione anaerobica in agricoltura è guidato da Confagricoltura Toscana e dal suo ente di assistenza tecnica (ERATA), in collaborazione con l’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna in qualità di partner scientifico, con il Consorzio italiano Biogas e con sei aziende agricole toscane.
Iniziato nel febbraio di quest’anno, è stato presentato ufficialmente con il convegno che si è svolto di recente al Centro “Avanzi” dell’Università di Pisa, che da anni collabora sui temi dell’agricoltura sostenibile con l’Istituto di Scienze della Vita della Sant’Anna.

Tra gli obiettivi: valorizzare il digestato (sottoprodotto degli impianti a biogas) come ammendante organico, adatto anche all’agricoltura biologica e con buon potere fertilizzante; ridurre le lavorazioni meccaniche del terreno, per preservarne la sostanza organica; mantenere le superfici agricole “fotosinteticamente attive” il più a lungo possibile durante l’anno, sia per la produzione di cibo e mangimi sia per produzioni agroenergetiche, ottenendo così un’intensificazione colturale sostenibile.

Sarà compito dell’Istituto di Scienze della Vita della Sant’Anna valutare le potenzialità agronomiche, economiche e ambientali del progetto, come l’aumento dell’efficienza d’uso dell’azoto, il miglioramento del bilancio del carbonio e dei gas serra, la biodiversità del suolo.

Fonte: Scuola Superiore Sant’Anna

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