Rifiuti e riciclo

Con i volontari dieci tonnellate di rifiuti in meno. La Toscana ringrazia

Foto Unicoop Firenze
Foto Unicoop Firenze
Presentato il bilancio di Liberi dai Rifiuti, la campagna di Unicoop Firenze e Legambiente. Diciassette tappe tra maggio e giugno, le situazioni peggiori nelle aree poco frequentate.  

 

Quasi dieci tonnellate, 9,7 per essere precisi, di rifiuti in meno dispersi nell’ambiente. Questo il bilancio finale della prima edizione di “Liberi dai rifiuti”, la campagna di volontariato promossa da Unicoop Firenze e Legambiente con 17 appuntamenti tra maggio e giugno in tutta la Toscana per pulire spazi urbani, boschi e argini dei fiumi. Hanno risposto all’appello circa 2.000 volontari, la media è di cinque chili di rifiuti raccolti per ciascun volontario.

liberi-1068x712I risultati della raccolta sono stati variabili, a seconda delle zone. Alcuni luoghi sono risultati più puliti, altri molto meno, fino ad arrivare alla scoperta di vere e proprie discariche abusive.
I volontari di Liberi dai rifiuti hanno trovato di tutto: carcasse di motorini, un kit completo di sedie e tavoli e una parabola per la televisione sulle rive del lago di Bilancino; diversi pneumatici, ben due discariche abusive con materiale di cantiere sulle sponde di un fiume; migliaia di cicche, alcune siringhe, una barca e un frigorifero in spiaggia, un frigobar nascosto nel bosco, pannelli di legno e rifiuti vari di plastica e ferro, addirittura sanitari.

La mobilitazione green ha coinvolto soci e clienti Coop, soci di Legambiente ma anche molti cittadini, intere famiglie e tanti giovani, che hanno deciso di dedicare qualche ora per dare una mano all’ecosistema toscano.

“Pensando a questa prima edizione di Liberi dai rifiuti, che ha avuto un successo clamoroso, viene in mente un vecchio detto della tradizione vernacolare toscana: «Occhio che non vede, cuor che non duole» – commenta Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – e il motivo è presto detto. Le situazioni più critiche che abbiamo scoperto riguardano proprio quelle aree che, per ragioni diverse (lontananza dai centri urbani, effetto enclave protetta, mancanza di presidio sociale), non sono costantemente vissute dai cittadini. Buttare dal finestrino di un’auto in corsa, entrare in un bosco e scaricare rifiuti, disfarsi addirittura di elettrodomestici fuori uso, sembrano tutte pratiche inimmaginabili in Toscana, eppure accadono ancora se non ci si sente osservati. Questo, al di là di un trend generale, che vuole la Toscana comunque tra le regioni più virtuose, non ci deve far demordere sia sul piano educativo che su quello della repressione del fenomeno”.

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