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Con l’Aldobrandesco salgono a dodici i distretti biologici riconosciuti in Toscana

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Il nuovo distretto riunisce i Comuni grossetani di Pitigliano, Sorano, Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna con una SAU di 21 mila ettari.

 

Redazione
15 gennaio 2026

Non si ferma la spinta al biologico in Toscana. I dati raccontano che 400 aziende del comparto agricolo sono biologiche con il 48% di SAU (Superficie Agricola Utilizzata) coltivata con metodo biologico. Il penultimo distretto biologico ufficialmente riconosciuto dalla Regione con decreto del 24 ottobre è stato il Distretto biologico Terre Apuane mentre a dicembre i Comuni di Scandicci, Firenze, Lastra a Signa e Signa hanno firmato l’Accordo di distretto per ottenere il riconoscimento formale del Distretto Biologico del Territorio Fiorentino.

Adesso, con il riconoscimento nei giorni scorsi di quello Aldobrandesco, il patrimonio toscano dei distretti biologici tocca ufficialmente quota dodici. Il nuovo distretto riunisce i Comuni grossetani di Pitigliano, Sorano, Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna, le aziende agricole del territorio e le comunità locali. A fronte di una superficie totale dell’area di circa 55 mila ettari l’agricoltura occupa un posto importante: la SAU (Superficie Agricola Utilizzata) supera infatti i 21 mila ettari e rappresenta l’attività principale.

Prevalgono le coltivazioni di olivo e vite, presenti fin dall’antichità. Si producono sia olio toscano a marchio IGP, ottenuto da una mescolanza di olive di diverse varietà, che vini: la DOCG Montecucco (Roccalbegna), la DOC Bianco di Pitigliano a Pitigliano e Sorano e la DOC Sovana. Tutto il territorio è ricompreso nella DOC Maremma. Semproniano, Roccalbegna e Castell’Azzara fanno parte anche delle Strade del Vino Montecucco e dei Sapori d’Amiata. Pitigliano, Roccalbegna, Semproniano e Sorano fanno parte anche della Strada del Vino e dei Sapori Colli di Maremma, una delle più importanti d’Italia che attraversa i territori di 13 Comuni.

“Nel distretto convivono aree agricole montane fragili ma ricche di biodiversità – ha detto con soddisfazione l’assessore a Economia, Turismo e Agricoltura Leonardo Marras – con una presenza capillare di imprese attive soprattutto nella coltivazione di vite e olivo e nell’allevamento e pesca nelle acque interne”. L’attenzione all’agricoltura e all’agroalimentare di qualità emerge anche dall’elenco dei PAT (Prodotti Agroalimentari tradizionali Toscani): il pecorino delle cantine di Roccalbegna, il fagiolo borlotto nano di Sorano, lo sfratto di Pitigliano.

I 12 distretti biologici della Toscana

  • Il Distretto biologico Fiesole istituito il 27 luglio 2021;
  • il Distretto biologico di Calenzano istituito il 4 ottobre 2022;
  • il Distretto rurale e biologico della Val di Cecina istituito il 22 giugno 2022;
  • il Distretto biologico del Montalbano istituito il 23 dicembre 2022;
  • il Distretto biologico del Chianti istituito il 31 gennaio 2023;
  • il Distretto biologico della Maremma Toscana istituito il 31 luglio 2023;
  • il Distretto biologico Colline della Pia istituito l’8 febbraio 2024;
  • il Distretto biologico delle Valli Senesi istituito il 23 luglio 2024;
  • il Distretto rurale e biologico del Valdarno di Sopra istituito il 29 luglio 2024;
  • il Distretto biologico di Montecucco istituito il 20 settembre 2024;
  • il Distretto biologico Terre Apuane istituito il 24 ottobre 2025;
  • il Distretto biologico Aldobrandesco, istituito a gennaio 2026.
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