Agricoltura

Confagricoltura Toscana: “La Regione faccia come la Puglia e bocci il biodinamico”

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Il presidente Marco Neri: “Metodi privi di certificazioni e validità scientifiche”. Le associazioni del biologico: “Falso, la biodinamica certificata dall’Ue”.

 

Redazione

La Regione Toscana segua l’esempio della Puglia e si esprima contro il biodinamico. Una posizione molto netta quella di Confagricoltura Toscana espressa per bocca del suo presidente Marco Neri.
“Siamo di fronte a una pratica altamente discutibile, del tutto priva di certificazioni come invece possiede il settore biologico – ha dichiarato Neri – Seguiamo l’esempio della Puglia, prima regione a bocciare questa tecnica. Il biodinamico non si basa su validità scientifiche ma su metodi al limite dello spirituale. Un approccio di lavoro che inevitabilmente ha sollevato già discussioni in tutto il panorama nazionale. La scelta del Parlamento di accostare l’agricoltura biologica a quella biodinamica è una scelta che non possiamo ad oggi condividere”.

Nel mirino di Confagricoltura c’è il disegno di legge sull’agricoltura biologica approvato dal Senato lo scorso 20 maggio con 195 voti favorevoli, uno contrario e un astenuto. Ora la legge torna alla Camera, dove era stata approvata con voto bipartisan oltre due anni fa. Ma uno dei punti più controversi, che potrebbe ostacolarne il via libera definitivo, è appunto l’equiparazione del biologico con il biodinamico.

“Il rispetto dell’ambiente è un parametro fondamentale verso cui da tempo ci stiamo muovendo – rivendica il presidente di Confagricoltura Toscana – Proprio per questo è importante che le risorse vengano indirizzate verso azioni concrete e metodi di cui sia già stata dimostrata l’efficacia. Il biologico è regolamentato ed esistono certificazioni che sanciscono i metodi di lavorazione e i relativi controlli. La Toscana, che nel mondo agricolo rappresenta un’eccellenza sotto molte sfaccettature, deve sapersi distinguere anche attraverso questa scelta”.

Di polemiche strumentali frutto di disinformazione parlano invece Aiab, AssoBio e FederBio in un appello a sostegno del disegno di legge.
L’agricoltura biologica è normata e certificata nell’Unione Europea ormai da 30 anni, così come l’agricoltura biodinamica, tanto è vero che “le normative riconoscono le pratiche agronomiche e i preparati della biodinamica”, sottoposta anch’essa al sistema di certificazione obbligatorio, ed è per questo che i prodotti biodinamici riportano il logo europeo del bio”, si legge nel documento lanciato dalle associazioni che rappresentano il biologico italiano.
“I prodotti biologici e biodinamici sono ottenuti sulla base di normative trasparenti e sottoposti a controlli e certificazione da parte di organismi accreditati, autorizzati e vigilati da autorità pubbliche nazionali. Come non avviene per la maggior parte dell’agricoltura convenzionale e dei prodotti alimentari consumati anche in Italia”.

In realtà – proseguono le associazioni – la biodinamica “nel disegno di legge è stata inserita proprio in quanto già oggi certificata biologica. Gli stessi preparati biodinamici, descritti come pratiche esoteriche, sono in realtà mezzi tecnici iscritti nell’elenco dei prodotti ammessi per il biologico dai Regolamenti UE e regolarmente autorizzati al commercio dai decreti ministeriali in vigore nel nostro Paese”.

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