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Dagli scarti del pane un biocarburante: la ricerca rivoluzionaria dell’Università di Pisa

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Gli scienziati pisani sono riusciti a produrre etil levulinato – un additivo sostenibile per carburanti – partendo semplicemente dai residui del pane.

 

Redazione
20 febbraio 2026

PISA – Dal cestino del pane al serbatoio. L’Università di Pisa ha appena pubblicato una ricerca straordinaria che trasforma gli scarti del pane, uno dei rifiuti alimentari più abbondanti al mondo, in biocarburante. Gli scienziati pisani sono riusciti a produrre etil levulinato – un additivo sostenibile per carburanti – partendo semplicemente dai residui del pane. E dando così una possibile risposta a due grandi sfide del nostro tempo: la transizione energetica verso fonti rinnovabili e la lotta allo spreco alimentare.

L’etil levulinato è un composto di origine biologica ad alto valore aggiunto, già noto come additivo ossigenato per i carburanti. Il team di ricerca ha sviluppato un processo semplice, economico e facilmente trasferibile su scala industriale utilizzando un catalizzatore a basso costo, l’acido solforico diluito, e adottando elevate concentrazioni iniziali di biomassa.
Ottimizzando parametri come temperatura, tempo di reazione e quantità di catalizzatore è stata raggiunta una resa massima in etil levulinato pari al 57%, un risultato particolarmente significativo considerando l’origine di scarto della materia prima.

L’etil levulinato è già conosciuto come additivo ossigenato per il diesel ma questa ricerca apre scenari completamente nuovi. Per la prima volta il composto è stato testato anche in motori a benzina in miscela con carburante commerciale a percentuali molto elevate, fino al 40% in volume. I test sperimentali hanno dimostrato che queste miscele non alterano in modo significativo le prestazioni del motore e non richiedono modifiche agli attuali motori a combustione interna. Al contrario, l’impiego dell’etil levulinato permette di ridurre le emissioni di inquinanti e di diminuire la quota di combustibili fossili nei carburanti commerciali.

La conversione degli scarti del pane in etil levulinato è un esempio concreto di come ricerca scientifica e innovazione tecnologica possano contribuire allo sviluppo di soluzioni facilmente applicabili per la produzione di energia rinnovabile – commentano i ricercatori e le ricercatrici – Ridurre lo spreco alimentare, valorizzare rifiuti abbondanti e trasformarli in biocarburanti alternativi ai combustibili fossili significa fare un passo importante verso una mobilità più sostenibile senza rinunciare alla compatibilità con le tecnologie esistenti”.

Il team di ricerca (foto Università di Pisa)
Il team di ricerca (foto Università di Pisa)

 

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