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Delca Energy, Legambiente e Libera: “Sicurezza collettiva subordinata al profitto di pochi”

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Le associazioni: “Non è un caso isolato. Solo due centraline Arpat e controlli insufficienti in un territorio che smaltisce il 50% dei rifiuti toscani”. 

 

17 giugno 2026

Foto Arpat
Foto Arpat

VICOPISANO (Pi) Ci sono voluti tre giorni per domare l’incendio scoppiato l’8 giugno alla Delca Energy di Vicopisano, un impianto di lavorazione di rifiuti plastici. Mentre sono ancora in corso le indagini sulle cause e le analisi di Arpat, nel seguente intervento Legambiente Pisa e Libera Pisa sottolineano come questo rogo, che non è un caso isolato nel territorio della Valdera, sia il risultato di un modello di gestione del ciclo dei rifiuti che continua a subordinare l’interesse collettivo al profitto di pochi.  

L’incendio che ha colpito l’azienda Delca Energy a Vicopisano rappresenta l’ennesima ferita inferta al nostro territorio. L’impianto è dedicato alla selezione, triturazione e trasformazione di materiali plastici in materie prime seconde e in Combustibile Solido Secondario (CSS/CSS-C) destinato a usi industriali, tra cui i cementifici.

Non siamo di fronte a un episodio qualunque ma a un evento potenzialmente gravissimo, le cui proporzioni e conseguenze rischiano di incidere pesantemente sull’ambiente, sulla salute pubblica e sulla qualità della vita delle comunità coinvolte.

Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato: un incendio colpì la stessa Delca Energy già nel giugno 2020 e più recentemente, nel 2024, un rogo ha interessato l’impianto Geofor di Pontedera. Una sequenza di eventi ravvicinati che solleva interrogativi urgenti e non più rinviabili.

Nel territorio della Valdera viene trattato e smaltito oltre il 50% dei rifiuti prodotti in Toscana. Una concentrazione così elevata di impianti rappresenta il segnale evidente di un modello di gestione del ciclo dei rifiuti sempre più sbilanciato e potenzialmente insostenibile, che espone il territorio a rischi significativi per la salute delle persone e per gli ecosistemi.

L’incendio della Delca evidenzia la necessità di rafforzare i sistemi di prevenzione antincendio e di intensificare i controlli sulla corretta gestione degli impianti. Allo stesso tempo, emerge con forza l’urgenza di potenziare i sistemi di monitoraggio ambientale, strumenti fondamentali per la raccolta di dati affidabili, indispensabili per la prevenzione e la tutela della salute pubblica.

Ad oggi nell’area pisana risultano operative soltanto due centraline di monitoraggio ARPAT (Piazza Del Rosso/Borghetto e I Passi), a fronte delle sette attive fino a pochi anni fa. Oltre a queste, le uniche centraline che misurano in tempo reale sono quelle installate e gestite dal circolo Legambiente Pisa nell’ambito del progetto “Che aria che tira”.

Come presidio Libera di Pisa e circolo Legambiente Pisa esprimiamo la nostra vicinanza alla popolazione coinvolta e chiediamo alle autorità competenti di accertare con la massima tempestività le cause dell’incendio e le eventuali responsabilità, affinché si possano adottare tutte le misure necessarie per prevenire il ripetersi di simili eventi.
Riteniamo fondamentale sottolineare un aspetto cruciale: dove si consuma un danno ambientale inevitabilmente si ha una grave perdita di diritti, a partire dal diritto alla salute e a vivere in un ambiente sicuro.

Episodi come questo non sono incidenti isolati ma il risultato di un modello che continua a subordinare l’interesse collettivo al profitto di pochi. Quando la gestione dei rifiuti e la sicurezza diventano terreno di risparmio o speculazione i costi ambientali e sanitari ricadono inevitabilmente sulla cittadinanza.

È quindi indispensabile garantire la massima trasparenza e tempestività nella gestione dei dati ambientali. Chiediamo ad ARPAT di rendere pubblici in modo chiaro e accessibile i risultati dei monitoraggi e dei campionamenti effettuati, con aggiornamenti puntuali comprensibili anche ai cittadini.

Accanto a questo, è fondamentale rafforzare le campagne di monitoraggio della qualità dell’aria su tutto il territorio anche attraverso l’utilizzo di laboratori mobili, in particolare nei periodi più critici come quelli invernali. Estendere i controlli ad altri quartieri e aree della città significa non solo migliorare la capacità di prevenzione ma anche aumentare la consapevolezza dei cittadini rispetto alla qualità dell’aria che respirano ogni giorno.

Legambiente Pisa, Libera Pisa

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