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Deposito nazionale scorie nucleari, si scatena la protesta per i due siti “candidati” in Toscana

Val d'Orcia
Panorama della Val d'Orcia (foto Regione Toscana)
Pienza -Trequanda e Campagnatico tra le 67 aree individuate come ‘potenzialmente idonee’. Giani: “Contraddittorio prevederli in zone come la Val d’Orcia, Patrimonio UNESCO”.

 

di Gabriella Congedo

In un Paese come il nostro dove si litiga su tutto, su una cosa c’è pieno accordo: nessuno vuole ospitare sul suo territorio il Deposito Nazionale delle scorie nucleari. A cominciare dalla Toscana.

È da ieri mattina che non si parla d’altro. Da quando sul sito della Sogin (la società statale incaricata dello smaltimento degli impianti nucleari italiani e della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi), dopo il via libera dei ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, è stata pubblicata la Carta nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee (CNAPI) a ospitare il Deposito unico nazionale per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi italiani. Il luogo dove saranno stoccati tutti quei materiali che oggi sono stipati in siti provvisori o spediti all’estero. Rifiuti provenienti dal mondo civile e in special modo da quello medico e ospedaliero, dalle sostanze radioattive usate per la diagnosi clinica o per le terapie anti tumorali, ad esempio.

Tra i 67 siti individuati dalla relazione tecnica di Sogin due sono in Toscana, precisamente in Val d’Orcia fra Trequanda e Pienza (SI) e a Campagnatico (GR).
La Carta pubblicata su www.depositonazionale.it non indica il punto in cui costruire il deposito ma delinea i 67 luoghi dove sarebbero state individuate le migliori condizioni tecniche per costruirlo. La Toscana si trova in “fascia media” rispetto ad altre zone in Italia considerate più adatte.

Il sindaco di Trequanda Roberto Machetti
Il sindaco di Trequanda Roberto Machetti

Le reazioni alla “candidatura” dei due siti toscani non si sono fatte attendere, a cominciare dai sindaci dei Comuni interessati. Di “proposta irricevibile e non negoziabile” parla il sindaco di Trequanda Roberto Machetti: “Siamo il primo Comune toscano iscritto nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici, in un territorio pieno di attrattive e che valorizza il proprio patrimonio storico, ambientale e culturale anche attraverso riconoscimenti internazionali”. E promette: “Ci adopereremo in tutte le sedi opportune che il confronto democratico consente”.

A stretto giro interviene il presidente della Regione Eugenio Giani: “È contraddittorio valorizzare scenari paesistici che, come nel caso della Val d’Orcia, diventano patrimoni mondiali dell’UNESCO e prevedere poi depositi di scorie di materiale radioattivo nucleare, pur frutto di lavorazioni medicali. Sono convinto che il Governo si ricrederà sull’utilità di una scelta ipotizzata in aree dove la bellissima Trequanda ai confini della Val d’Orcia o l’affascinante Campagnatico immerso nei tratti più belli della Maremma costituiscono un valore ambientale unico al mondo”.

Sulla stessa linea l’assessore all’Ambiente Monia Monni che, pur comprendendo la necessità di un deposito unico dove collocare i rifiuti radioattivi italiani, “un problema lasciato nell’ombra per molto tempo”, ribadisce “la nostra netta contrarietà alle possibili localizzazioni toscane, contrarietà che faremo valere in tutti i luoghi deputati e con tutti gli strumenti utili, a partire dalla consultazione pubblica prevista per individuare il sito più idoneo”.

E adesso cosa succede? La pubblicazione della CNAPI rappresenta l’inizio di un percorso. Adesso si apre la fase della consultazione, della durata di due mesi. Entro 120 giorni dalla pubblicazione si terrà il seminario nazionale al quale parteciperanno tutti i soggetti interessati, comprese le comunità locali.

“La CNAPI è un atto che il Paese aspettava da tempo – scrive su Twitter il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – Da troppi anni i rifiuti radioattivi sono stipati in siti provvisori. Pensiamo a Tac, risonanze magnetiche o medicina nucleare: rifiuti che vanno messi in sicurezza. Oggi parte uno storico percorso, non è tempo di polemiche”.
Può darsi, ma a giudicare dalle prime reazioni la partita non sarà facile.

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