L’ultimo rogo ha distrutto il Capanno del Chiurlo la notte di lunedì 2 marzo. E’ la quarta struttura di osservazione avifaunistica che va in fumo.
Redazione
5 marzo 2026
SESTO FIORENTINO (Fi) – Il Parco Agricolo della Piana si estende tra i comuni di Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Calenzano, Signa, Prato, Carmignano e Poggio a Caiano e mira a salvaguardare il territorio agricolo e naturale compreso tra le città di Firenze, Prato e Pistoia. E’ di uno dei pochi polmoni verdi sfuggito allo sviluppo tumultuoso degli anni ’60 e ’70 che ha inghiottito campi coltivati, stagni e boschetti e reso la pianura tra Firenze, Pistoia e Prato una delle aree più urbanizzate d’Italia.
L’area copre circa 8.000 ettari di aree agricole e include zone umide e aree naturali protette (ANPIL) come il Podere La Querciola a Sesto Fiorentino, l’Oasi Stagni di Focognano a Campi Bisenzio e le Cascine di Tavola tra Prato e Poggio a Caiano. Si tratta di una fragilissima area Sic (Sito di interesse comunitario) messa a rischio, dal 15 giugno a oggi, da un’assurda serie di incendi. Un’escalation di attacchi incendiari a cerchi concentrici intorno all’importante Area protetta Podere La Querciola gestita dal circolo CIAS Legambiente Sesto Fiorentino.
L’ultimo ha distrutto il Capanno del Chiurlo, una struttura simbolo per l’osservazione dell’avifauna nell’oasi protetta, durante la notte di lunedì 2 marzo. E’ il 18esimo incendio e la quarta struttura di osservazione avifaunistica che va in fumo. Legambiente Toscana torna a esprimere profonda preoccupazione per questa serie di attacchi con danni inestimabili arrecati alla flora e fauna locale.
A fine ottobre Legambiente, che gestisce il Parco, aveva presentato un esposto denuncia contro ignoti al Comando dei Carabinieri Forestali di Firenze. “Siamo profondamente turbati e preoccupati perché dopo la denuncia formale di ottobre 2025 il Parco della Piana, nei pressi della Querciola, nel comune di Sesto Fiorentino, ha subito altri 4 attacchi incendiari – hanno dichiarato Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana e Stefano Mattii, presidente di CIAS Legambiente Sesto Fiorentino – Sono a questo punto 18 in tutto, dal giugno scorso. Crediamo sia lecito attendersi un’attività di deterrenza, sorveglianza e prevenzione più efficace.”
Le indagini sono in corso ma secondo alcune associazioni ambientaliste l’idea è che qualcuno voglia colpire l’area protetta o le associazioni che la gestiscono. In alcuni dibattiti locali è stata evocata la possibilità che gli incendi possano essere collegati a conflitti sull’uso dell’area (progetti infrastrutturali o sviluppo urbanistico).
Il Parco è comunque al centro da anni di controversie, ad esempio su infrastrutture come l’espansione dell’aeroporto di Firenze. Tuttavia non esistono prove pubbliche che colleghino gli incendi a questi interessi, al momento si tratta solo di una delle ipotesi circolate nel dibattito locale.



















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