Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Dighe senz’acqua e pozzi asciutti: anche in Iran il cambiamento climatico colpisce duro

siccità-Iran_Toscana-ambiente

Anni di siccità hanno messo in ginocchio il Paese che sta scontando gli errori del passato. Il presidente: “Dobbiamo cambiare, non abbiamo altra scelta”.

 

di Sandro Angiolini
22 settembre 2025

Siamo abituati a pensare a un grande Paese come l’Iran (cinque volte l’Italia) in termini di geopolitica, di tensioni interne, di guerra con altre nazioni e così via. Ma la notizia apparsa questa settimana sul sito del quotidiano The Guardian ci dice che gli effetti del cambiamento climatico stanno facendosi sentire in maniera pesante anche lì; e stanno provocando alcuni importanti ripensamenti nel Governo su varie questioni.

Le dichiarazioni recenti del presidente e della vice-presidente sono chiare: “Non c’è abbastanza acqua nelle nostre dighe e buona parte dei pozzi sono asciutti. Da cinque anni la capitale Teheran lotta contro la siccità e i livelli di precipitazioni stanno diminuendo costantemente rispetto alle medie di lungo periodo”.

“Sono stati commessi degli errori nel passato – ammette la vice-presidente – come l’aver posizionato delle industrie in aree con scarsa disponibilità idrica o l’aver localizzato parti consistenti di popolazione in zone senza un’adeguata disponibilità di acqua. Ora non abbiamo altra scelta che cambiare alcuni metodi di gestione agricola, e questo è un tema socialmente sensibile”.

Inoltre il crescente affidarsi all’estrazione di acqua dal sottosuolo tramite pozzi sta provocando gravi casi di subsidenza (abbassamento e/o cedimento del terreno), per esempio nella città di Isfahan. Un altro fenomeno collegato al cambiamento climatico è la quasi completa evaporazione del lago Urmia nel nord-ovest dell’Iran. Un tempo considerato il sesto maggior lago salato al mondo (e importante destinazione turistica) oggi presenta un’altezza media di solo mezzo metro.
A tutto ciò si somma un’estrema frammentazione nel sistema dei controlli sull’estrazione e sull’uso dell’acqua nel settore agricolo, che da solo consuma circa l’88% dell’acqua totale.

Questi dati e questi problemi sono riscontrabili in quasi tutti gli altri Paesi del Medio Oriente. E il colmo è che si tratta spesso di Paesi le cui finanze dipendono proprio dalla vendita di quei combustibili fossili che rappresentano la causa principale del cambiamento climatico e dei suoi effetti negativi. È vero che si stanno cominciando a sviluppare l’energia solare e quella eolica e che si stanno facendo sforzi per limitare il consumo di acqua in tutti i settori.

Ma un altro elemento di preoccupazione è rappresentato dal fatto che, ogni anno, viene bruciato inutilmente il gas che fuoriesce dai pozzi di petrolio (gas flaring), rilasciando così nell’aria una quantità di CO2 pari a quanta ne emettono nello stesso arco di tempo Svezia e Norvegia.
Riusciranno l’Iran e altri Paesi in condizioni simili ad affrontare queste sfide? Di sicuro la pressione (e l’eventuale collaborazione) internazionale aiuteranno.

 

Sandro Angiolini_piccolaOLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.

È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
Vedi a questo link