Rifiuti e riciclo

Discarica di rifiuti pericolosi a Prato, venti indagati dalla Procura

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Nove ettari di terreno agricolo a Paperino inquinati da rifiuti speciali e pericolosi abbandonati a cielo aperto. Gli indagati rischiano fino a sei anni di reclusione.

 

PRATO – E’ difficile credere che nel 2020, nonostante tutte le attività di sensibilizzazione pubbliche e private sul tema abbandono di rifiuti e discariche abusive, ci possano essere ancora individui del tutto incuranti di quale sia il significato di bene collettivo, ignari del proprio bene e di quello del prossimo.
Si sono da poco concluse le indagini preliminari della Procura della Repubblica di Prato relative al procedimento penale attivato nel 2019 per fermare il continuo deposito di rifiuti a cielo aperto che si verificava da alcuni anni su oltre 9 ettari di terreno agricolo a Paperino, nel Comune di Prato.

I magistrati inquirenti hanno deciso di esercitare l’azione penale ipotizzando a carico di venti indagati sia il delitto di discarica abusiva sia quello di inquinamento ambientale, per i quali si rischiano fino a sei anni di reclusione. Nell’area sottoposta a sequestro ad aprile 2019 sono stati trovate elevate quantità di rifiuti speciali e pericolosi mescolati e abbandonati sul suolo tra cui veicoli fuori uso, pneumatici, piccoli e grandi elettrodomestici, materiale plastico e metallico di vario genere, fusti contenenti liquidi, altre apparecchiature elettriche ed elettroniche e anche una barca.

Le analisi condotte da Arpat sui terreni hanno provato la presenza nel suolo di pericolosi inquinanti in concentrazioni oltre le soglie di contaminazione indicate dalla legge. Nella porzione situata nei pressi del cimitero di Paperino, sotto la supervisione nel Nucleo investigativo del Gruppo Carabinieri Forestale, è in corso da tempo la rimozione propedeutica alla bonifica dell’area. Finora sono state rimosse e smaltite correttamente 60 tonnellate di rifiuti mentre molti altri materiali da lavoro, non classificabili come rifiuti, sono stati comunque rimossi.

Fonte: Carabinieri Forestale di Prato

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