Rifiuti e riciclo

Discarica Grillaia, Valdera mobilitata contro la riapertura e il conferimento dell’amianto

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Presidio del 5 marzo a Pontedera

Il prossimo presidio domenica 13 marzo davanti all’impianto organizzato dalle associazioni riunite nel coordinamento “Valdera Avvelenata”.

 

di Gabriella Congedo

discarica-chianni-1CHIANNI (Pi) – “No alla riapertura della discarica Grillaia”: con questo grido di battaglia un gruppo di associazioni riunite nel coordinamento “Valdera Avvelenata” ha organizzato un presidio domenica 13 marzo a partire dalle 10.30 davanti alla Grillaia, nel Comune di Chianni. Obiettivo: protestare contro la riapertura e lo smaltimento di 270.000 metri cubi di cemento-amianto.
Operativa dal 1992 – scrive il coordinamento – la discarica è stata chiusa nel 1998, dopo il conferimento accelerato di migliaia di metri cubi di fanghi conciari e a seguito delle grandi lotte della popolazione locale. In 24 anni la proprietà privata non ha messo in sicurezza il sito come avrebbe dovuto. Ora, una delibera della Regione Toscana autorizza il “risanamento” di questo bubbone riaprendo la discarica per conferirci 270mila metri cubi di amianto e inerti. La Grillaia non deve riaprire e la sua bonifica deve avvenire senza alcun nuovo conferimento”.

La storia

La questione va avanti ormai da trent’anni. La Grillaia è stata una delle più grandi discariche di rifiuti speciali della Toscana. Nata per rispondere all’emergenza dello smaltimento dei fanghi conciari, è ferma dal 1998 dopo che un’ondata di proteste ha indotto la Provincia a chiuderla. Solo che in questi 24 anni l’impianto non è mai stato messo in sicurezza e manca un atto di chiusura definitiva. Nel frattempo ha continuato ad alimentare feroci polemiche e dispute politiche.
Nel 2020 una delibera della Giunta regionale toscana ha ridato fuoco alle polveri autorizzando il conferimento di 270mila metri cubi di rifiuti, in gran parte eternit, equivalenti a circa 351mila tonnellate. Un progetto presentato da Nuova Servizi Ambiente, il gestore dell’impianto, a cui è subentrato il Gruppo Vergero.
L’iter è andato avanti nonostante il ricorso amministrativo e gli esposti presentati a partire dal 2020 da comitati e gruppi di cittadini.

Le possibili soluzioni

Ma hanno un senso, oggi, questi mega-impianti che inevitabilmente impattano sul territorio circostante? “Ancora una volta questa discarica rischia di diventare, come lo fu per i fanghi conciari, l’unico sito di smaltimento di amianto della Toscana – sostiene Legambiente ValderaE come già successo per i fanghi, la cubatura potrebbe aumentare e Chianni diventare il sito regionale di smaltimento dell’amianto per molti anni, vedendo così condizionare pesantemente il futuro economico dell’area”. Per smaltire l’amianto presente ancora dappertutto la soluzione, continua l’associazione ambientalista, “non è fare di volta in volta scelte improvvisate per risolvere un’emergenza che dura da anni ma realizzare un Piano Regionale che preveda che ogni territorio, ogni provincia si facciano carico dello smaltimento di questo tipo di rifiuti”.
Ma una cosa è certa: se non interverrà la Regione bloccando il progetto o non dovessero andare a buon fine il ricorso e gli esposti fin qui presentati, la protesta è destinata a continuare.

Il presidio è organizzato da:
– Sindacato Generale di base Pontedera – Legambiente Valdera – Rifondazione Comunista Pontedera – Potere al popolo Valdera – Associazione la Rossa – La svolta in comune Lari – Gruppo zero Chianni – Stop Grillaia – Assemblea permanente NO KEU – Sezioni comuniste Gramsci Berlinguer – Circolo Arci il Botteghino – Circolo Arci Lari – Unione Inquilini zona Cuoio – Valdera Comunista.

Volantino domenica 13

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