Ecosistema

Elba, nella rinata Zona umida di Mola rispuntano le farfalline che si credevano scomparse

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Pyrgus armoricanus (Hesperiidae)

Si tratta di Pyrgus armoricanus della famiglia delle Esperidi. Le ha individuate e fotografate la guida ambientale Roberto Barsaglini. 

 

di Gabriella Congedo
foto di Roberto Barsaglini per Legambiente Arcipelago Toscano
18 Luglio 2022

ISOLA D’ELBA (Li) – Non finisce di regalare sorprese la Zona umida di Mola recentemente ripristinata, una delle ultime due rimaste all’Isola d’Elba (l’altra è Schiopparello – Le Prade). A marzo era arrivato il Falco di Palude, una specie molto rara in Italia. Adesso è il turno di Pyrgus armoricanus, una farfallina che qui tutti davano per scomparsa. Ne ha fotografato diversi esemplari Roberto Barsaglini, guida Parco, ottimo fotografo naturalista nonché esponente di Legambiente Arcipelago Toscano.

«Quello che ha piccole dimensioni spesso sfugge all’attenzione, si nota con poco interesse o non si nota affatto – spiega Barsaglini – Forse è anche per questo motivo che di una piccola farfalla, per di più poco comune, ci sono poche segnalazioni, tanto da far dubitare che sia ancora presente sul territorio elbano».

Non è un caso se Pyrgus armoricanus è ricomparsa proprio nella Zona umida di Mola. Questa piccola ma importantissima oasi si trova ai confini tra i Comuni di Capoliveri e Porto Azzurro. Un habitat insulare unico, devastato da usi impropri e anni di incuria, fortunatamente ricostruito grazie a un progetto del Parco Nazionale e dell’Università di Firenze e che i volontari di Legambiente sorvegliano e curano. È proprio vero che quando le cose si fanno per bene e con amore le ricompense non tardano ad arrivare.

Pyrgus armoricanus (Hesperiidae) 2Pyrgus armoricanus, si apprende da una pubblicazione del Parco, è una farfallina poco appariscente della famiglia delle Esperidi, abbastanza diverse dalle altre farfalle diurne per via del corpo piuttosto grosso che le fa sembrare falene (anche se la divisione tra farfalle e falene, dicono gli esperti, è puramente di comodo e non ha valore di classificazione scientifica). In più la nostra farfallina ha un volo frenetico ed è difficile da individuare.

Le foto sono state postate da Barsaglini sul sito iNaturalist e inviate a Leonardo Dapporto dell’Università di Firenze, uno dei più noti entomologi europei. Dapporto è di casa all’Elba, è l’“inventore” del Santuario delle Farfalle Ornella Casnati e ha pubblicato parecchi studi sulla biodiversità dei lepidotteri dell’Arcipelago Toscano. Dallo scienziato è arrivata la conferma: si tratta proprio dell’armoricanus, che compare in media una volta ogni due anni ed è tra le specie meno comuni all’Elba.

Questo ritrovato scrigno di biodiversità che è la Zona umida di Mola è un paradiso delle farfalle e Barsaglini cerca di fotografarne più che può, permettendo anche a noi di godere delle piccole bellezze nascoste: “Dopo aver già fotografato altri membri più comuni della famiglia Esperidi, come l’Alcea (Carcharodus alceae) e il Thymelicus acteon, in queste ultime giornate ho potuto fotografare a più riprese anche lo sfuggente Pyrgus armoricanus. E se “piccolo” non è necessariamente contrario a “interessante”, non lo è neanche a “bello”.

Carcharodus alceae
Carcharodus alceae

 

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