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Elettrosmog 5G, a Cecina gli esperti intervengono sui nuovi studi scientifici

Da sinistra Fiorella Belpoggi e Tiziana Vigni
Da sinistra Fiorella Belpoggi e Tiziana Vigni
Sabato 22 febbraio incontro organizzato dall’associazione Atto Primo sugli ultimi studi del National Toxicology Programm americano e dell’Istituto Ramazzini di Bologna.

 

CECINA (Li) Sabato 22 febbraio alle ore 17, presso la biblioteca comunale di via Dionisio Corsini 7, si parlerà di campi elettromagnetici 5G e del loro possibile impatto sulla salute.
L’incontro, dal titolo “Reti 5G: quali pericoli per la salute e l’ambiente?” vede tra i relatori Patrizia Gentilini, oncologa di ISDE Medici per l’Ambiente. Saranno presenti all’appuntamento anche i consiglieri regionali Monica Pecori e Tommaso Fattori e i comitati di Prato e Lucca affiliati all’associazione Atto Primo Salute Ambiente Cultura. Introduce Bruno Cheli dell’Università di Pisa.

Tiziana Vigni, presidente di Atto Primo, sottolinea: “Dopo i nuovi studi sull’elettrosmog accreditati dalla comunità scientifica internazionale, nello specifico quelli del National Toxicology Program americano e dell’Istituto Ramazzini di Bologna, c’è una maggiore comprensione dell’impatto sulla salute dei campi elettromagnetici a radiofrequenza. L’Istituto Ramazzini ha studiato esposizioni alle radiofrequenze mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National Toxicologic Program e l’incidenza dei tumori è risultata sì aumentata ma non in modo significativo; l’intervallo cioè di confidenza dell’aumento dei tumori osservati negli esposti, rispetto a quelli osservati nei controlli, è stata inferiore al 95%. Nello studio americano è emerso invece come alcuni tumori maligni rari siano aumentati statisticamente in modo significativo”.

Sulla base dei risultati comuni Fiorella Belpoggi del Ramazzini ritiene che: “L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) debba rivedere la classificazione delle radiofrequenze, finora ritenute possibili cancerogene, per definirle probabili cancerogene“.
Nell’ultimo anno buona parte del mondo scientifico e medico, insieme a molte associazioni e comitati che si occupano di ambiente e salute, chiedono a gran voce che si applichi il principio di precauzione e prevenzione.

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