Ma neppure dalla conferenza sul clima in corso in Brasile arrivano buone notizie: ancora non è chiaro cosa ne uscirà di concreto.
di Sandro Angiolini
16 novembre 2025
Si sta concludendo una settimana segnata da alcuni importanti aggiornamenti sul fronte del contrasto al cambiamento del clima, provocato dalle emissioni di varie attività umane. Per quanto riguarda l’Europa le ultime notizie non sono particolarmente positive: al Parlamento europeo è stato approvato un documento che alleggerisce i vincoli secondo i quali le imprese dell’Unione dovranno operare in futuro rispetto, appunto, alla necessità di diminuire le loro emissioni nocive per il clima. Questo è avvenuto grazie a un’inedita alleanza tra i partiti di centro e i partiti di destra ed estrema destra.
Non ho purtroppo rinvenuto in Internet i dettagli del documento posto in votazione, quindi mi limito ad alcune considerazioni generali:
– se da un lato anch’io sono a favore di semplificare norme poco comprensibili e/o troppo complicate da attuare, dall’altro il segnale di questa votazione mi sembra chiaro: è in atto una “controriforma” rispetto a quanto gli stessi Paesi europei avevano fino a poco tempo fa deciso e approvato che espone l’ambiente, i cittadini e gli stessi sistemi socio-economici a maggiori rischi rispetto agli impatti derivanti dal cambiamento climatico;
– la mia impressione è che questo avvenga sotto la spinta non di ragionamenti profondi e di analisi basate su dati affidabili ma soprattutto per motivi ideologici, di principio. Di solito questo approccio non produce buoni risultati ma serve solo a fare propaganda verso i propri sostenitori. Da qui la mia preoccupazione.
E se Bruxelles preoccupa, Belem (dove è in corso la riunione mondiale dei Paesi contro il cambio climatico) non ride.
Tra una settimana questa conferenza/riunione si chiuderà e ancora non è chiaro cosa potrà produrre. L’obbiettivo principale del Brasile, che guida il tutto, è quello di accordarsi su una “roadmap” globale per l’uscita dai combustibili fossili usando le alternative già disponibili, come le fonti di energia pulita. Il fronte favorevole a questo tipo di piano cresce. Francia, Germania, Colombia, Isole Marshall, Regno Unito e Kenya sono tra i Paesi che sostengono apertamente una roadmap e, in totale, sarebbero già circa 60 gli Stati disponibili a definirla. Cosa dovrebbe contenere concretamente resta però un’incognita: i nodi riguardano tempistiche, impegni e, soprattutto, un efficace meccanismo di verifica sul raggiungimento di target intermedi e finali da parte di ogni Paese.
Sembrano cose molto lontane da noi ma in realtà ci toccano più da vicino di quello che sembra. Questo è anche ciò che le decine di migliaia di manifestanti (tra cui molti rappresentanti di tribù indigene del Brasile) che hanno sfilato a Belem pochi giorni fa hanno voluto sostenere.
OLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.
Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.
È di recente uscito il suo libro “Comunicare meglio-istruzioni per l’uso”, un manuale divulgativo sulle tecniche di comunicazione rivolto ai non addetti ai lavori.
Vedi a questo link


















Aggiungi un commento