Urbanistica

Empoli a caccia di fondi per trasformare l’EcoMostro in un parco

Foto da Comune di Empoli
Foto da Comune di Empoli
L’area di Ponte a Elsa è privata, la ditta è fallita dal 2000. Il Comune è pronto a investire circa 2 milioni per demolire lo scheletro del palazzo e fare un giardino.

 

di Marcello Bartoli

EMPOLI (Fi) – Il Comune di Empoli è a caccia di risorse finanziarie per trasformare l’EcoMostro di Ponte a Elsa in un parco per famiglie. L’ha annunciato ieri il sindaco Brenda Barnini durante la cerimonia di inaugurazione di un fontanello nella frazione.

Una tipica storia all’italiana quella del cantiere edile di via Gobetti, abbandonato da quasi vent’anni dopo il fallimento della ditta che ci lavorava, la M.G. Costruzioni di Caserta. Con il tempo le palazzine sono diventate scheletri e tutta l’area è scivolata inesorabilmente nel degrado diventando la classica “terra di nessuno”.

Si è tentato più volte di vendere l’immobile all’asta ma nessuno l’ha voluto. L’area è piuttosto grande: 3.800 mq con 5.000 metri cubi interrati e 15.000 fuori terra destinati a garage e fondi commerciali al piano terra, uffici e appartamenti ai piani superiori. L’EcoMostro alla fine è diventato anche una fonte di spesa per il Comune, che è dovuto intervenire per mettere l’area in sicurezza.

Brenda Barnini
Brenda Barnini

Adesso, dopo tanti anni, si vorrebbe vedere finalmente il verde al posto del cemento.
Stiamo lavorando con gli uffici comunali alla ricerca di finanziamenti attraverso bandi pubblici legati alla rigenerazione urbana – spiega Brenda Barnini – Dopo gli ennesimi 5 anni in cui quel palazzo, mai concluso, non ha trovato un investitore privato che terminasse l’opera, sebbene l’amministrazione comunale abbia fatto di tutto per agevolare l’operazione, credo che sia arrivato il momento di agire senza aspettare ancora”.

Il problema sono i soldi. Per acquistare all’asta l’immobile, demolirlo e trasformarlo in un parco urbano ci vogliono circa 2 milioni di euro, una cifra non da poco per un Comune come Empoli. Tuttavia “credo che dobbiamo prenderci l’impegno di provarci fino in fondo – continua la prima cittadina – perché quello spazio diventi quello che è il parco di Serravalle per la zona est della città: uno spazio che possa essere vissuto e che diventi luogo per i bambini, per le famiglie, un orgoglio per i residenti. Un parco dove giocare, stare insieme e migliorare la qualità della vita».

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