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Eolico offshore tra Gorgona e Capraia, Ecolobby: “Irresponsabile dire ‘no’ a prescindere”

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“La collocazione nel Santuario dei Cetacei è da valutare con grande attenzione ma il progetto da solo vale un anno di decarbonizzazione per la Toscana”.

 

2 febbraio 2026

LIVORNO  Come era facile prevedere sta già facendo discutere il progetto ENI di un grande parco eolico offshore che dovrebbe sorgere tra Gorgona e Capraia (leggi qui l’articolo). L’aspetto più delicato è la collocazione all’interno del Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos. Se Legambiente ha sospeso il giudizio in attesa di maggiori approfondimenti – in primis sugli aspetti ambientali – da Italia Nostra è arrivato un deciso “no” al progetto.
Pubblichiamo al riguardo un intervento di Mauro Romanelli, presidente dell’associazione Ecolobby, per il quale la contrarietà preventiva all’eolico in mare tra Gorgona e Capraia sarebbe un atteggiamento poco serio e irresponsabile.

Inizia l’iter di valutazione ambientale per il grande progetto di eolico flottante marino previsto tra Gorgona e Capraia e subito, puntuale e immancabile, inizia il fuoco di sbarramento degli aficionados della combustione fossile.
Italia Nostra ovviamente in primissima linea, ça va sans dire.
Ma non mancano editoriali “autorevoli” che sparano un po’ a caso, nè i toni minacciosi della diretta concorrenza (Snam che, preoccupata dell’interferenza con un proprio metanodotto, intima addirittura che riterrà i proponenti responsabili dei danni a cose o persone!).

Il progetto è previsto all’interno del Santuario dei Cetacei e questo comporterà una necessaria e doverosa valutazione di impatto da parte del Ministero dell’Ambiente: è una criticità assolutamente da tener presente e da valutare con grande attenzione ma altri casi (come Taranto) hanno dimostrato inoppugnabilmente una coabitazione senza problemi, anzi addirittura una interazione positiva degli impianti flottanti con gli animali marini.

Senza contare le ricadute industriali sullo sviluppo della logistica portuale, della ricerca: l’indotto e la filiera dell’eolico off shore sono ovunque una manna per lo sviluppo delle città costiere.

Nessuno pretende il sì a occhi chiusi ma il bombardamento preventivo è un atteggiamento totalmente irresponsabile e poco serio, che dimostra e conferma drammaticamente l’assoluta arretratezza e inadeguatezza del nostro sistema-Paese nel gestire e recepire il cambiamento imposto dalla necessaria transizione energetica.

Come si può essere a priori contro un progetto da 48 torri di 18 MW ciascuna, per un totale di 864 MW, equivalente a ventinove volte il parco di Villore o di Londa, pari quasi a una centrale nucleare di media dimensione, sito a 55 chilometri dalla costa, quindi a impatto paesaggistico nullo, e che da solo varrebbe un anno pieno nel percorso di decarbonizzazione che la Regione Toscana deve fare di qui al 2030 (al ritmo di 800 MW/annui), e sul quale è invece in ritardo drammatico?

Mauro Romanelli, Presidente di Ecolobby

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