Un corso gratuito online organizzato dall’Ateneo fiorentino insegna a progettare confezioni all’avanguardia e rispettose dell’ambiente.
Redazione
24 luglio 2026
FIRENZE – Il packaging alimentare non può più essere considerato un semplice involucro. Oggi rappresenta una parte integrante del prodotto chiamata a garantire qualità, sicurezza, conservazione e corretta informazione lungo l’intera filiera. È da questa consapevolezza che nasce il MOOC (Massive Open Online Courses) Food Packaging e Innovazione, realizzato nell’ambito del progetto Alm@-DEH e disponibile gratuitamente sulla piattaforma Ipazia dell’Università di Firenze.
Il corso, curato da Sara Spinelli e Bruno Zanoni dell’Ateneo fiorentino, insieme a Fabio Licciardello dell’Università di Modena e Reggio Emilia, affronta il confezionamento in una prospettiva multidisciplinare. Materiali, tecnologie produttive, norme, aspetti sensoriali e comportamento dei consumatori vengono analizzati come parti di un unico sistema.
La sfida principale consiste nel trovare un equilibrio tra esigenze spesso diverse. Un imballaggio deve proteggere l’alimento da ossigeno, umidità, luce e contaminazioni, preservandone sicurezza e durata commerciale. Allo stesso tempo, deve ridurre il proprio impatto ambientale, essere compatibile con i processi industriali, rispettare le normative e mantenere costi sostenibili.
La progettazione ambientale del packaging non può quindi limitarsi alla sostituzione di un materiale con un altro. Una soluzione apparentemente più ecologica potrebbe offrire prestazioni inferiori, richiedere più risorse durante la produzione o rendere più complessa la gestione del fine vita. Per questo occorre valutare l’intero ciclo dell’imballaggio, dalla provenienza delle materie prime alla fabbricazione, dal trasporto al riciclo o allo smaltimento.
La sostenibilità deve inoltre procedere insieme alla sicurezza alimentare: ridurre troppo le prestazioni protettive potrebbe accorciare la vita del prodotto e aumentare gli sprechi, vanificando i benefici ambientali ottenuti sul contenitore. La vera innovazione consiste quindi nel valutare contemporaneamente la confezione e l’alimento che essa deve proteggere.
Il futuro del settore sarà sempre più legato a materiali riciclabili, biodegradabili o ottenuti da fonti rinnovabili. Crescerà inoltre il ruolo del packaging attivo e intelligente, capace di interagire con il prodotto, monitorarne lo stato di conservazione e contribuire alla riduzione degli sprechi alimentari.
Anche le nuove norme europee spingono verso una progettazione orientata all’economia circolare. Ciò richiede professionisti capaci di integrare competenze scientifiche, tecnologiche, ambientali e normative, evitando soluzioni semplicistiche. Il percorso formativo, basato anche su casi di studio e applicazioni concrete, punta proprio a sviluppare capacità critiche e decisionali utili nel mondo del lavoro.
L’innovazione, dunque, non consiste nell’aggiungere tecnologia a un contenitore ma nel ripensare l’imballaggio come parte responsabile della filiera. Progettare bene significa proteggere il cibo senza trasferire i costi sull’ambiente, ridurre gli sprechi e rendere più consapevoli produttori e consumatori.




















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