Appuntamenti Itinerari

Escursione ad Arnovecchio tra birdwatching e orchidee selvatiche

Germani reali (foto di Enrico Zarri)
Germani reali (foto di Enrico Zarri)
Visita guidata domenica 2 giugno dalle 10, incentrata sulle fioriture primaverili e i canti dei piccoli uccelli che vengono a nidificare nell’area protetta.

 

Picchio verde (foto di Paolo Caciagli)
Picchio verde (foto di Paolo Caciagli)

EMPOLI (Fi) – Un’escursione alla scoperta delle fioriture primaverili e dei canti dei piccoli uccelli è in programma domenica 2 giugno dalle 10 alle 12 nell’area naturale protetta di Arnovecchio. La organizza il Centro Ricerca Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, che gestisce l’area per conto del Comune di Empoli, in collaborazione con Legambiente Empolese Valdelsa, una visita guidata alla scoperta di questo gioiello naturale a due passi dalla città.
L’escursione inizierà alle 10 e sarà incentrata sulle fioriture primaverili e sui canti dei piccoli uccelli che popolano la vegetazione ripariale, come l’Usignolo e il Rigogolo, che dopo aver passato l’inverno in Africa affrontano un lungo viaggio per venire a nidificare alle nostre latitudini.

Anche nel lago sarà possibile fare qualche osservazione; proprio in questo periodo la coppia di Svassi maggiori, coloratissimi uccelli acquatici che si nutrono tuffandosi nelle acque più profonde, si esibisce nelle caratteristiche danze di corteggiamento.
Sarà anche l’occasione per conoscere meglio le fioriture primaverili dell’area protetta, dalle specie più comuni come l’Iperico a quelle più rare e interessanti come l’Orchidea piramidale e le farfalle multicolori che approfittano del nettare offerto dai vari fiori.

Info e prenotazioni – La visita è gratuita ma per questioni organizzative è gradita la prenotazione presso il Centro R.D.P. Padule di Fucecchio: tel. 0573/84540, e-mail fucecchio@zoneumidetoscane.it
Sono consigliati scarponcini da trekking, binocolo e repellente per le zanzare.

Dove si trova l’oasi – L’area di Arnovecchio, collocata in un paleomeandro dell’Arno rettificato nel corso del XVI secolo, è stata interessata per circa quarant’anni da attività estrattive (le “draghe”) per l’estrazione di ghiaia che hanno portato alla formazione di alcuni bacini lacustri.
Attualmente offre un mosaico di ambienti diversi che, sebbene di origine artificiale, con il progressivo abbandono delle attività produttive sono andati incontro a processi spontanei di naturalizzazione; le cave in particolare sono state colonizzate da numerose specie di animali e piante.
Nella parte di proprietà comunale (ex Cava Pierucci) è stato tracciato un sentiero natura dotato di strutture che facilitano l’osservazione di piante e animali, completamente accessibile anche a persone con difficoltà motorie o non vedenti.

Condividi l'articolo sui tuoi social
Tags