Ecosistema

Falco pescatore: prima deposizione dell’anno al Parco della Maremma, le nascite a fine aprile

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Nido di falco pescatore in Maremma (foto dalla pagina Facebook del Progetto Falco Pescatore)

A deporre le uova sono stati due habituè, Marion e il suo compagno Belloc. Merito di un progetto che ha riportato quest’uccello raro e minacciato in Toscana.  

 

di Iacopo Ricci
28 marzo 2026

GROSSETO – Per la prima volta nella stagione il falco pescatore è tornato a deporre nel Parco della Maremma. Nei giorni scorsi i ricercatori del Progetto Falco Pescatore hanno individuato la deposizione di due uova nel nido che si trova vicino alle saline San Paolo sull’itinerario A7, quello che conduce verso Bocca d’Ombrone.

A deporre le due uova sono stati due falchi pescatori ormai abituali frequentatori della Maremma: Marion, una femmina, e il compagno Belloc (questi uccelli tendono a formare coppie stabili). La covata dura in media 38 giorni ed è per questo che i ricercatori si aspettano di assistere alla schiusa verso fine aprile. I nuovi nati saranno poi, a circa 42 giorni dalla nascita, marcati con il sistema Gps che permetterà di monitorare i loro spostamenti e raccogliere dati preziosi per lo studio di questo rapace così raro e minacciato.

È proprio nel Parco della Maremma, vicino alla foce dell’Ombrone, che nel 2011 si è avuta la prima nidificazione di falco pescatore su suolo italiano dopo 43 anni. Poi, con l’aiuto dei nidi artificiali allestiti sia dal WWF che dai tecnici del Parco regionale della Corsica, sono arrivate altre coppie che hanno deciso di fermarsi.

Un miracolo reso possibile grazie al Progetto Falco Pescatore ideato nel 2004 dall’allora presidente del Parco della Maremma Giampiero Sammuri in collaborazione con il Parco regionale della Corsica. Oggi il progetto coinvolge molti enti: oltre al Parco regionale della Maremma, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, le oasi WWF della Toscana costiera, il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, il Parco regionale di Porto Conte e il Parco nazionale dell’Asinara. Uno dei suoi caratteri salienti è la produzione scientifica, che si è affiancata da subito alle azioni di conservazione e ha reso questo progetto all’avanguardia in Europa.

Per il sedicesimo anno consecutivo – spiega Giampiero Sammuri, ideatore del progetto Falco Pescatore – abbiamo avuto una deposizione di nuovo nel Parco regionale della Maremma, dal 2011 in cui registrammo la prima nidificazione di falco pescatore in Italia dopo 43 anni di assenza. Oggi sono già due le uova deposte dalla coppia che, da alcuni anni, sta nidificando nell’area protetta e questo è ovviamente un bel segnale. Seguiremo l’evolversi della situazione per tutta la stagione riproduttiva grazie alla telecamera che monitora il nido”.

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