Oltre la siepe - di Sandro Angiolini

Finalmente un paio di buone notizie sul fronte della lotta alla plastica

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In Indonesia un’associazione fa miracoli nel pulire il mare dai rifiuti mentre noi Italiani ci scopriamo virtuosi nel riciclo delle plastiche compostabili. 

 

di Sandro Angiolini
5 giugno 2022
(foto da www.no-trashtriangle.org)

Sono uscite quasi in contemporanea, questa settimana, due notizie che danno un minimo di conforto per quanto riguarda la lotta all’inquinamento provocato dall’abbandono delle plastiche.
La prima viene dall’Asia. In una zona costiera dell’Indonesia posta al cuore del cosiddetto Triangolo dei Coralli una piccola associazione di volontariato fondata pochi anni fa da esperti e ricercatori in gran parte europei ha stretto una collaborazione con altre associazioni internazionali per ripulire il mare dai rifiuti. Fin qui nulla di particolare, ma se andrete sul loro sito (www.no-trashtriangle.org) vi renderete conto sia dell’approccio olistico che hanno avuto, con una buona partecipazione della popolazione locale, sia dei numeri già raggiunti in termini di raccolta dei rifiuti, di cui circa la metà vengono riciclati.

Rifiuti plastici sulla barriera corallina
Rifiuti plastici sulla barriera corallina

 

Il punto chiave secondo me è che queste parti del mondo sono vittime del nostro modello di sviluppo basato soprattutto sul consumo irresponsabile di materie e di prodotti, e che i loro governanti preferiscono spesso investire più nell’acquisto di armi e/o di servizi superflui piuttosto che in infrastrutture per la gestione corretta del ciclo dei rifiuti.

La seconda notizia è per molti aspetti strettamente collegata alla prima. È uscito infatti il primo rapporto del consorzio Biorepack, che in Italia si occupa del riciclo di plastiche compostabili, cioè di quelle che si possono mettere nella frazione umida dei rifiuti. In molti casi, infatti, è meglio riciclarli che lasciarli lentamente decadere insieme alla frazione organica. Il dato che colpisce positivamente è che oltre la metà dei Comuni del nostro Paese ha già aderito al consorzio, raggiungendo così circa il 61% della popolazione totale residente. Certo, con grandi differenze tra le aree del Nord (mediamente al 67% dei capoluoghi) e quelle del Sud (circa al 29%). Ma è comunque un segnale incoraggiante, perché indica un aumento della sensibilità degli amministratori su questo tema.

Che rimane peraltro molto “sotto traccia”: quando è stata l’ultima volta che avete potuto partecipare a una qualche iniziativa di sensibilizzazione su come e dove si gettano i vari tipi di rifiuti? A me non risulta che questo genere di cose abbondino, né per i grandi, né per i più piccoli. Bene quindi che la Toscana si piazzi al 5° posto nella classifica delle regioni con il maggior numero di Comuni che hanno aderito al Consorzio, ma per favore incrementate gli sforzi per fare sì che le varie attività di riciclaggio siano comunicate in modo trasparente e completo a tutti. Chi paga la tassa sui rifiuti ha tutto il diritto di essere informato bene sulla fine che fanno.

Sandro Angiolini_piccolaOLTRE LA SIEPE è una rubrica settimanale che parte da eventi/notizie relative all’ambiente e all’economia su scala nazionale o internazionale per riflettere su come queste possono impattare sulla scala locale e regionale toscana.

Sandro Angiolini – Figlio di mezzadri, è agronomo ed economista e ha conseguito un Master in Politiche Ambientali presso l’Università di Londra (Wye-Imperial College). Ha scritto numerosi articoli sui temi dello sviluppo rurale e sostenibile e tre libri sull’agriturismo in Toscana. Per 29 anni funzionario presso amministrazioni pubbliche, svolge attualmente attività di consulente economico-ambientale e per lo sviluppo rurale integrato, in Italia e all’estero, oltre a varie iniziative formative e di comunicazione. È fortemente impegnato nel settore del volontariato ambientale e culturale.



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