Bioarchitettura Urbanistica

Firenze, nelle scuole medie si insegna a riconoscere e incrementare la biodiversità urbana

Il progetto Urban Bloomers è finanziato dall’Ateneo di Firenze e coinvolge studenti, ricercatori e cittadini in esperienze concrete.

 

Redazione
1 maggio 2026

FIRENZE – Nelle scuole medie di Firenze Carducci e Manzoni i cortili scolastici sono diventati luoghi di osservazione, progettazione e innovazione, spazi vivi per sensibilizzare le giovani generazioni sui benefici ambientali della rigenerazione urbana e promuovere una maggiore consapevolezza rispetto alle sfide del cambiamento climatico.

Il progetto finanziato dall’Ateneo di Firenze si chiama Urban Bloomers e mette al centro la biodiversità urbana, la partecipazione e la sperimentazione concreta coinvolgendo studenti, ricercatori e cittadini in un percorso condiviso di conoscenza e trasformazione. Le attività di ricerca hanno unito progettazione ambientale, architettura bioclimatica, fisiologia vegetale e botanica.

Il primo passo è stato quello dell’osservazione. Attraverso attività come i bio-blitz studenti e cittadini hanno esplorato il proprio quartiere, catalogando piante e animali che abitano gli spazi urbani. Un esercizio che non è stato solo scientifico ma anche educativo: imparare a riconoscere la biodiversità significa sviluppare uno sguardo nuovo sulla città, più attento, più consapevole.

Il passo successivo ha riguardato la progettazione. Nei laboratori creativi gli studenti hanno lavorato insieme a docenti e ricercatori per interpretare i dati raccolti e trasformarli in soluzioni concrete. Attraverso strumenti di analisi e metodologie partecipative i ragazzi hanno individuato strategie per salvaguardare e incrementare la biodiversità urbana, selezionando specie vegetali resistenti agli stress ambientali e immaginando nuovi assetti per gli spazi scolastici.

Nei laboratori dedicati alla stampa 3D infine gli studenti hanno sperimentato la realizzazione di componenti architettonici utilizzando materiali naturali come l’argilla o filamenti plastici riciclati. Le idee progettuali hanno preso forma e sono diventate oggetti concreti, prototipi di sistemi tecnologici pensati per ospitare vegetazione e migliorare la qualità ambientale degli spazi.

“I workshop con gli studenti hanno avuto lo scopo di realizzare prototipi di apparati murari stampati in 3D utilizzando materiali naturali e riciclati da integrare con fiori e piante resistenti – spiega la coordinatrice scientifica Rosa Romano -. Non si tratta solo di interventi estetici ma di soluzioni pensate per migliorare il microclima, ridurre le temperature nei periodi più caldi e favorire la presenza di biodiversità”.

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