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Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo: “La gestione dell’acqua sarà pubblica”

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A Firenze una conferenza dei sindaci ha deliberato la sospensione del bando per l’individuazione del nuovo socio privato di Publiacqua.

 

Redazione
22 novembre 2025

FIRENZE – E’ iniziato il percorso che riporterà il sevizio di gestione dell’acqua nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo a essere completamente pubblico. Lo ha deciso la conferenza dei sindaci dell’Ambito Territoriale Ottimale 3 – Medio Valdarno dell’Autorità Idrica Toscana (AIT) nel corso dell’assemblea che si è tenuta a Firenze mercoledì scorso.

L’assemblea ha deliberato la sospensione del bando per l’individuazione del nuovo socio privato di Publiacqua che tornerà quindi a essere una società interamente pubblica con affidamento in house nell’ambito di una Multiutility anch’essa interamente pubblica e non quotata in borsa.
Tre anni fa la prospettiva era quella di una Multiutility quotata in borsa con all’interno il servizio idrico gestito con i privati. Il servizio idrico sarà dunque interamente pubblico, affidato a una società in house completamente pubblica e controllata dai Comuni.

Gli approfondimenti tecnici sulla forma di gestione in house dovranno essere svolti dall’Autorità Idrica Toscana entro il 31 marzo 2026 per consentire all’assemblea di pronunciarsi in via definitiva. La conferenza territoriale inoltre propone all’assemblea la proroga dell’affidamento del servizio idrico integrato a Publiacqua alle attuali condizioni per il tempo necessario, ma non oltre il 31 dicembre del prossimo anno, per consentire la conclusione degli investimenti in corso con i fondi del Pnrr.

“Quella intrapresa da questo momento è la direzione a lungo invocata da un’ampia rete di movimenti, comitati, associazioni e cittadini – è stato il commento della Rete Toscana per la Tutela dei Beni Comuni – sottraendo il servizio idrico a chi ambisce ad accumulare profitti facili grazie alla gestione di un monopolio naturale. Sappiamo bene che la delibera di mercoledì 19 non è la fine di un percorso, ma l’inizio. Il percorso tracciato dalla delibera approvata dovrà essere seguito con attenzione e vigilanza ma oggi possiamo dire che la strada è quella giusta”.

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