Urbanistica

Firenze rovente, il rapporto CittàClima è impietoso con l’Italia

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Temperature medie in crescita in molte città italiane con eventi estremi e conseguenze sulla mortalità. Legambiente: “Serve Piano nazionale per suolo, spazi verdi ed edifici”.

 

Le temperature stanno aumentando e a soffrirne di più sono le città. Secondo il Rapporto dell’Osservatorio di Legambiente CittàClima 2020 a Firenze la temperatura media nel periodo 2007–2016 è stata di 16,3° C mentre nel periodo 1971–2000 era di 15,4°, con un incremento del valore climatico del 5,5 %. L’anomalia 2018 rispetto al valore climatico 1971-2000  è di +1,3° C.

E’ nelle aree urbane, sostiene il report di Legambiente, che gli effetti dei cambiamenti climatici si stanno rivelando più evidenti, con l’aumento della frequenza di ondate di calore, alluvioni, cicloni e tifoni legati a un generale aumento delle temperature. Numerosi studi epidemiologici hanno messo in evidenza che le elevate temperature hanno effetti a breve termine (da uno a tre giorni) sulla mortalità, in particolare su anziani e bambini e su persone con patologie croniche a carico soprattutto del sistema cardiovascolare e respiratorio. L’impatto sarà maggiore sulle fasce di popolazione più povere che non dispongono di sistemi di raffrescamento.

Preoccupa anche l’impatto dei fenomeni meteorologici estremi sulle infrastrutture, come le cosiddette “bombe d’acqua” sempre più frequenti nel periodo estivo. L’Italia per di più si trova al centro di un’area considerata dagli scienziati un hot spot del cambiamento climatico: il Mediterraneo.

I problemi maggiori si hanno proprio nelle aree urbane per una serie di fattori come la crescente urbanizzazione e impermeabilizzazione dei suoli, la presenza di automobili e di impianti energetici, alla base del cosiddetto “effetto isola di calore urbana”.

Secondo Legambiente è fondamentale pianificare e realizzare interventi di adattamento che favoriscano l’utilizzo dell’acqua, della biodiversità, dell’ombra per ridurre l’impatto delle temperature estreme. Sarebbe necessario approvare subito un Piano di adattamento climatico e mettere al centro le città. L’Italia è oggi l’unico grande Paese europeo a non disporre di un Piano nazionale per suolo, spazi verdi ed edifici che definisca chiaramente le priorità di intervento per le aree a maggior rischio.

Fonte: Legambiente

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