Agricoltura

Fondi UE per salvare le razze autoctone toscane a rischio estinzione

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Dall’asino amiatino alla pecora Zerasca, dalla capra di Montecristo ai bovini della Calvana. Abbandonate perché poco redditizie. Ora un bando dà incentivi agli allevatori, domande entro il 15 maggio.

Dall’asino amiatino alla pecora Zerasca, dalla capra di Montecristo ai bovini della Calvana, sono molte le antiche razze autoctone che rischiano l’estinzione. Progressivamente abbandonate dagli allevatori perché poco redditizie e troppo costose da mantenere. La Toscana e l’Unione Europea ora cercano di salvarle. Per questo è stato emanato il bando ‘Conservazione di risorse genetiche animali per la salvaguardia della biodiversità (nell’ambito del Programma di sviluppo rurale Feasr 2014-2020) che concede un sostegno economico agli allevatori. I premi, a seconda della razza, variano da 200 e 500 euro a Uba – Unità di bestiame adulto per 5 anni. Le domande per ottenere gli aiuti dovranno essere presentate online sul sito di ARTEA entro il 15 maggio.

Scopo del bando, che per il 2018 ha un budget di quasi 340.000 euro, è conservare la biodiversità rurale con incentivi a mantenere i riproduttori di razze autoctone minacciate da estinzione. In Toscana la grande biodiversità di razze animali rappresenta un patrimonio ambientale e storico-culturale di singolare ricchezza che richiede specifiche azioni di tutela.

Sono ammissibili al sostegno le razze iscritte al Repertorio regionale istituito dalla Legge regionale 64/04, e in particolare i bovini: Calvana, Garfagnina, Maremmana, Pontremolese e Romagnola; gli ovini: Appenninica, Garfagnina bianca, Pecora dell’Amiata, Pomarancina, Zerasca e Massese; i caprini: Capra della Garfagnana, Capra di Montecristo; gli equini/asinini: Maremmano, Monterufolino, Cavallo appenninico, Asino dell’Amiata; e per i suini la Cinta senese.

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